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Biancavilla (CT): l’omertà vince i malati di amianto

Una denuncia querela è stata consegnata al comando stazione dei Carabinieri di Biancavilla (CT) dal signor Giovanni Galvagno, di 45 anni, assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, in relazione all’esistenza di discariche abusive di amianto in tutte le aree circostanti il piccolo centro etneo e dalla forte presenza di fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha causato nel tempo un gran numero di mesoteliomi. E di cui lo stesso Galvagno è vittima.

Biancavilla sorge alle pendici di Monte Calvario, ai piedi dell’Etna e, quando le ruspe vi hanno scavato una enorme cava per ricavare sabbia per costruzione, nuvole di fluoro-edenite hanno coperto per anni il paese; per questo motivo Biancavilla è stata dichiarata sito di interesse nazionale per la bonifica, alla stregua di Casale Monferrato, Broni, Trieste, Carrara, Livorno, Bari, Taranto, Augusta e Siracusa. Purtroppo nulla è stato fatto per bonificare Biancavilla, denuncia Galvagno, che afferma pure che non si è saputo più nulla dei soldi che il Comune aveva ricevuto per il risanamento del posto. Galvagno, a corredo della sua denuncia, ha prodotto anche decine di fotografie di materiale di risulta di eternit, dai vasconi ai tubi, alle onduline, tutto in deperimento da cui, quindi, come si evince dalle stesse fotografie, emerge il rischio morbigeno delle fibre di amianto, legato a condotte che assumono, appunto, rilevanza penale.

Galvagno, quindi, con il sostegno dell’Osservatorio nazionale Amianto, chiede nella sua denuncia che siano sottoposti a procedimento penale tutti i responsabili, nonostante l’avversità, percepita, di tutto un paese per “tradizione” omertoso.

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