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Benvenuti a Chernobyl: ovvero Blackwell e il suo “pollution tour”

Niente vacanza a Sharm El Sheik o alle Maldive, nulla a che vedere con i posti esotici o le bellezze polinesiane. Questo viaggio ha mete ben precise e ben lontane da tutto questo. Turismo al contrario. Il libro di oggi ci porta in giro per il mondo alla scoperta, alla visione di luoghi che hanno segnato la storia e l’umanità. Una sorta di documentario dei luoghi più inquinati di questa terra. Il Cicerone di questa “passeggiata” fuori dal comune? Andrew Blackwell

Benvenuti a Chernobyl – Benvenuti a Chernobyl. E altre avventure nei luoghi più inquinati del mondo è un interessante scritto di ecologia rovesciata, aliena da posti incontaminati. Il titolo spiega già chiaramente cosa ci si aspetta da queste 300 pagine e più: un tour che parte proprio dalla città ucraina – tristemente nota per la tragedia nucleare del 1986 – e che spazia fino all’America (del Nord, tra le raffinerie di petrolio del Texas e gli impianti di estrazione del Canada; del Sud, girovagando tra le zone aride e disboscate dell’Amazzonia, dove un tempo campeggiavano le mitiche foreste tropicali), per poi giungere in Asia, tra le miniere cinesi e il Gange, il fiume sacro dell’India ormai annoverato tra i più inquinati – se non il più inquinato – del pianeta. Una lunga passeggiata durata alcuni anni che Blackwell ha affrontato per davvero, non seduto su una scrivania a sfogliare libri e a consultare le immagini di Google. Tuttavia non si tratta solamente di un crudo ed asettico réportage di immagini e colori freddi: gli occhi dell’osservatore sono in grado di saper leggere tra le righe, o per meglio dire al di là di questa crosta di spazzatura, scarichi tossici ed odori tremebondi: è una visualizzazione del presente con uno sguardo al futuro. Il tutto intriso di una venatura di humour decisamente noir, che può non piacere ma che serve anche e soprattutto per indorare la pillola amara della brutta realtà.

Andrew Blackwell (foto Lucian Read)

Avere una coscienza ambientale – In un articolo tratto da lastampa.it, Giorgia Romano offre inoltre una chiave di lettura molto importante: «il suo intento [di Blackwell] è quello di smascherare una coscienza ambientale che “per tanta parte è solo estetica, semplicemente un’idea di ciò che consideriamo bello”. Un amore per la bellezza che diventa una forza in favore del disimpegno». In altre parole: dispiace per quello che vediamo di brutto nel mondo, però è troppo lontano da noi (fisicamente e non solo) e non possiamo farci niente. Nulla di più falso. «Blackwell si impegna a trovare la scorza di bellezza che deve esistere in ogni posto maltrattato del mondo», e anche noi – dal nostro piccolo – dobbiamo cominciare a mutare le prospettive nelle cose quotidiane.

Rompere il concetto di ambientalismo tradizionale: questo ha fatto il buon Andrew, giornalista e regista americano, con quest’opera divenuto anche autorevole reporter.

Andrew Blackwell, Benvenuti a Chernobyl. E altre avventure nei luoghi più inquinati del mondo, Laterza, 2013, 328 pagg., € 18,00

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