Benefit Corporation, il nuovo modello di business per l’azienda del futuro

Un selfie dello Strategic team ACME della Bocconi

In un momento di forte crisi economica e sociale, la parola sostenibilità è più attuale che mai e le stesse aziende cercano di adattare il proprio modello di business alle esigenze del futuro.

Il movimento delle Benefit Corporation offre uno spunto di riflessione per entrambe le questioni: si presentano, infatti, come un nuovo modello di business perché oltre alla logica di profitto, perseguono un impatto sostenibile sia sul piano ambientale che sociale creando valore per gli azionisti e nello stesso tempo per tutti gli altri stakeholder.

Le B Corp – o aziende for Benefit – si collocano a metà strada fra il profit e il non-profit, formulando così una vera e propria rivoluzione in campo aziendale. Ed è proprio seguendo questa aspirazione che la Warby Parker, B Corp newyorkese, per ogni paio di occhiali che vende, ne regala un altro a una persona nel mondo che non può permetterseli. Questa semplice operazione ha portato la Warby Parker,  a generare un impatto economico positivo di oltre 200milioni di dollari. Oltre a ottenere ottimi risultati in termini di profitto e la nomina a “most innovative company 2015” di Fast Company.

Lo stesso spirito anima imprese di respiro mondiale come Patagonia e Ben & Jerry, due fra le B Corp più famose.

Senza contare che il movimento B Corp è stato ufficialmente appoggiato anche dal premio Nobel per l’economia 2013 Robert Shiller, che dopo aver studiato a fondo il modello delle società for Benefit, ha dato supporto scientifico a questo nuova tipologia di azienda.

Nel mondo, il network delle B Corporation comprende ormai più di 1300 aziende ed è in rapida espansione. A differenza di altri progetti green e sostenibili, il movimento B Corporation si impone per un carattere più sistematico e ufficiale, tanto che negli Stati Uniti e in Canada il riconoscimento B Corp ha già valore legale. E se in altre parti del mondo l’iter legislativo è ancora all’inizio, in Italia è allo studio un disegno di legge e le aziende hanno già iniziato a dare risposte molto positive.

Il 22 aprile si è svolto ad Amsterdam il lancio del movimento B Corp europeo; in Italia sono nove le aziende che già fanno parte del network B Corp, ma molte altre sono lungo il percorso. Il 12 marzo è stata  lanciata su Bookabook, e in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano, la campagna di crowdfunding (finanziamento collettivo in italiano) che ha l’obiettivo  di far conoscere più a fondo le B Corporation anche nel nostro Paese, attraverso la pubblicazione in italiano del loro testo-guida. Si tratta di un obiettivo ambizioso e di una vera e propria sfida ma grazie al supporto di Nativa e delle altre B corporation italiane, in pochi giorni la campagna ha raggiunto il 40% dell’obiettivo prefissato.

Proprio perché si tratta di un’iniziativa di crowdfunding, la campagna è aperta alla partecipazione di tutti. Partecipare è molto semplice e i reward (riconoscimenti in italiano) che si ottengono in cambio della donazione sono tutti in linea col messaggio che le B Corporation vogliono trasmettere. Ad esempio, grazie a Treedom, una delle otto B Corp italiane, chi dona 50 euro può adottare un albero di cacao per restituire all’ambiente le pagine necessarie per stampare il manuale. L’albero di cacao viene piantato in una comunità dove i frutti offrono un’opportunità lavorativa per molte persone, ottenendo in questo modo un impatto sociale molto positivo. Per lo Strategic team di studenti dell’Università Bocconi è fondamentale “diffondere un nuovo modo di fare e di pensare l’economia e di mobilitare sempre più aziende in questa direzione”.

In ogni caso, se la campagna avrà successo, si tratterà di un primo ma fondamentale passo per la diffusione capillare di un nuovo modello di business anche in Italia. In altre parole, “Be the change, B Corp”.

Firmato: Strategic Team Progetto B Corp

Alice Cancellario, Georgiana Campeanu, Anna Raschi, Peter Schinha e Margherita Bordignon

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