Bari, sito ex Fibronit: il Parco della Rinascita diventa più grande

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Un rendering del progetto preliminare del Parco della Rinascita

Il Comune riceve via libera al completo utilizzo delle aree della Fibronit. Decaro: “Un’altra vittoria dei cittadini: richiesto finanziamento sul programma react eu per primo lotto”

Il Parco della Rinascita diventa più grande e strappa nuovi spazi al sito ex Fibronit. L’ASL Bari ha infatti comunicato che l’area dove sorgeva la Fibronit è sicura e che quindi completamente fruibile per la realizzazione del Parco urbano che farà da cerniera ai tre quartieri di san Pasquale, Madonnella e Japigia.

Ex Fibronit, l’area è bonificata

Questa dichiarazione ufficiale, fortemente sollecitata dall’amministrazione comunale, dalle associazioni e dal Comitato cittadino Fibronit, permetterà di definire l’intero uso del sito dove sorgeva la “fabbrica della morte”, che fino a pochi giorni fa sembrava destinato ad un parziale recupero. Il progetto preliminare, infatti, considerava destinata a parco cittadino solo una prima porzione di sito direttamente fruibile, su cui era già stata completata la bonifica, e prevedeva una serie di aree non fruibili, chiuse al pubblico o utilizzabili tramite infrastrutture interne o, ad esempio, passerelle. Sulla restante area non utilizzata (e fino a pochi giorni fa non utilizzabile), pendevano verifiche e accertamenti, come quelli per la presenza di una falda inquinata, e anche una interpretazione parziale del progetto stesso. Tutti ostacoli che sono caduti. Ora tutto cambia e l’intera superficie del sito sarà restituita ai baresi.

Un parco che parte da lontano

L’idea di un parco sulle ceneri della “fabbrica della morte” parte da molto lontano, da quando cioè nel 2004 la cittadinanza attiva, inaugurando un percorso di tipo propositivo sotto la guida dell’associazione culturale Sviluppo sostenibile realizzò uno studio di fattibilità per la realizzazione di un “Parco sul sito Fibronit“ con il coinvolgimento di numerose professionalità tra urbanisti, architetti, geologi, ingegneri, chimici, biologi, naturalisti, medici, avvocati provenienti dal mondo delle associazioni ambientaliste, comitati, professionisti dell’Università e del CNR, coordinati dall’urbanista Dino Borri. Un percorso che nel tempo si arricchito della partecipazione di altre associazioni, della Consulta comunale dell’Ambiente e del Comitato cittadino Fibronit.

L’iter per la progettazione preliminare del Parco è stato lungo e laborioso, ma soprattutto frutto di una partecipazione non solo di esperti, ordini professionali, e associazioni, ma anche dei residenti dei quartieri Madonnella, San Pasquale e Japigia, in quanto primi fruitori della struttura. Ci sono stati concorsi per gli studenti, questionari, incontri pubblici su temi come   la valenza simbolica del parco (ricordo delle vittime, storia della Fibronit), la qualità dell’ambiente (gestione verde, bike and car-sharing di quartiere, gestione rifiuti e compostaggio dei rifiuti del parco), le attività ricreative e benessere (street food – area di ristoro, spazi per concerti/spettacoli/cinema all’aperto, percorsi runner – bici, percorsi vita, attrezzature sportive), la sicurezza/fruibilità (presidio parco, viabilità e parcheggi).

Ora il progetto definitivo

Nel frattempo proseguono i contatti con il Ministero della Transizione ecologica per ottenere la restituzione agli usi consentiti delle aree; dopodichè si passerà alla progettazione definitiva con un concorso che coinvolgerà i maggiori progettisti nazionali e internazionali.

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I lavori al Parco della Rinascita (foto dalla pagina Facebook del Comitato cittadino Fibronit)

«Questo è il risultato di un’importante e virtuosa collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale, una nuova vittoria delle associazioni e dei cittadini del Comitato Fibronit, che da anni si dedicano a questo progetto – spiega il sindaco Antonio Decaro -. Nella varie fasi di partecipazione della progettazione del parco cittadino con le associazioni, abbiamo compreso che si potevano superare alcune prescrizioni originarie in favore di una completa riqualificazione poiché tutti i parametri ambientali relativi alla bonifica erano stati verificati e certificati».

Ora il Comune sta perfezionando le procedure relative agli immobili presenti nelle immediate vicinanze del sito, come ad esempio le strutture Enel (ora Terna) che si spera possano essere rese disponibili. Quanto alle risorse economiche per sostenere l’avvio del parco della Rinascita, Decaro ha annunciato la disponibilità di un finanziamento di 3,5 milioni di euro per i lavori del primo lotto, da inserire nei nuovi fondi Pon metro.

Brescia (Comitato Fibronit): “Una Casa della salute nel Parco della Rinascita”

«E’ una buona notizia, di quelle che aiutano a stare meglio e allietano lo spirito – commenta Nicola Brescia, presidente del Comitato cittadino Fibronit – che dimostra quanto sia importante la collaborazione tra la società civile e le amministrazioni pubbliche».

E a proposito di quello che il parco della Rinascita conterrà al suo interno, Brescia non ha dubbi: «Vogliamo fortemente che sorga la Casa della salute che dovrà essere il punto di incontro per chi dovrà confrontarsi con la questione amianto ma anche il luogo in cui continua la sorveglianza degli ex esposti all’amianto, perché purtroppo Bari, malgrado l’alto numeri di vittime per asbestosi e malattie correlate, non ha ancora una struttura capace di seguire chi in passato ha avuto contatti con l’amianto. Amianto subdolo perché l’incubazione può durare anche 50 anni».

Il presidente del Comitato cittadino Fibronit lancia anche un appello a quanti sono deputati a reperire le risorse economiche per portare a compimento quest’opera che ha un forte valore civile, in primo luogo al Presidente della regione Michele Emiliano, che già da sindaco aveva provveduto a mettere in sicurezza l’area.

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