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Bari, sinonimo di una Puglia “smart”

Il 12 e 13 novembre Bari, città “intelligente” in fatto di sostenibilità, ospita la terza tappa del forum “Green City Energy MED”, dedicato ai progetti Smart City e alle nuove tecnologie per la produzione delle rinnovabili nelle città e nei porti dell’area mediterranea.  La Regione Puglia, in perfetta sinergia con l’evento più “green” del capoluogo, ha emanato, il 24 settembre scorso, la Legge Regionale n.25/2012 (Regolazione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili) (1), in attuazione della DIR 2009/28/CE (Promozione dell’uso dell’energia di fonti rinnovabili) (2).

DIR 2009/28/CE. Essa evidenzia come il maggiore utilizzo di fonti rinnovabili, il risparmio energetico e l’aumento dell’efficienza energetica siano essenziali per la riduzione dei gas serra (imposta dal Protocollo di Kyoto) (3) e per garantire sicuri approvvigionamenti energetici. Infatti, l’uso di energie alternative incentiva la crescita economica dei Paesi, l’aumento della produzione di rinnovabili da parte di piccole e medie imprese, lo sviluppo economico regionale e locale, le esportazioni e i posti di lavoro. L’UE, quindi, impone agli Stati membri degli obiettivi obbligatori, da conseguire entro il 2020 e cioè la quota del 20% di energia da fonti rinnovabili, sul consumo totale lordo di energia prodotta e del 10% di energia dei biocarburanti, sul consumo totale di carburante per i trasporti. Ogni Stato, quindi, deve inserire questi obiettivi nel proprio piano di azione per le rinnovabili e mirare a conseguirli.

L.R.25/2012. Essa attua la direttiva citata e dispone la programmazione energetica regionale, con specifico riguardo alla produzione di energia da fonti rinnovabili (FER) (ad es. energia eolica, solare, geotermica, idrotermica, oceanica, da biomasse ecc.), definendo quest’ultima un’attività libera, esercitabile in condizioni di uguaglianza e senza discriminazioni nelle modalità e nei termini. Obiettivi primari, la tutela del territorio a livello ambientale, paesaggistico, architettonico, storico culturale e rurale e lo sviluppo sostenibile dell’economia pugliese, soprattutto imprenditoriale. Tutto è ciò perseguibile tramite il Piano Energetico Ambientale Regionale del 2007 (PEAR), su produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, emanato in base alle regole comunitarie e nazionali del Burden Sharing (4). La Puglia, così, anticipa i risultati richiesti dal Protocollo di Kyoto, come afferma l’assessore Regionale allo Sviluppo Economico Loredana Capone: “il piano energetico regionale, recependo le direttive nazionali e comunitarie in tema di burden sharing, consente alla Puglia di completare rapidamente, dando certezze agli imprenditori, il quadro energetico per raggiungere pienamente e in anticipo gli obiettivi derivanti dal Protocollo di Kyoto, peraltro già conseguiti per la componente elettrica”.

Il PEAR 2007 va, però, aggiornato entro sei mesi dall’emanazione della legge, secondo il Piano di Azione Nazionale e relative Linee Guida, considerando il bilancio energetico regionale, i bacini energetici territoriali e le misure per lo sviluppo sostenibile energetico regionale. Il tutto individuando i siti non idonei a produrre energia da FER, prediligendo le aree già degradate dall’azione antropica (cave, discariche, facciate degli edifici) e arginando il consumo del suolo agricolo.

La legge coinvolge i Comuni nella nuova pianificazione (ad es. possono integrare i sistemi di produzione di energia da FER e di teleriscaldamento e telerinfrescamento, alimentati con energie pulite), a beneficio di un maggiore monitoraggio delle iniziative in corso e future e della massima trasparenza delle operazioni. Per la costruzione, l’esercizio e la modifica di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da energia da FER e relative infrastrutture, è necessaria l’Autorizzazione Unica regionale (AU) che sostituisce e incorpora ogni atto di assenso, è titolo a costruire ed è ottenibile con apposita istanza. Per le imprese già in possesso dell’AU, sono previste procedure burocratiche più snelle, anche nella tempistica. Infine la legge dispone in materia di impianti innovativi, impianti di accumulo, mobilità sostenibile ed efficientamento degli edifici.

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