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Bari racconta

bari raccontaDifficile andare in giro per la città e guardare in alto lungo lo skyline dei palazzi, se non altro per non correre il rischio di inciampare e cadere. Ma da questo rischio è immune Teresa De Francesco, l’autrice del bel volume Bari racconta – segni, storie, monumenti, edito da Progedit, che con tocco lieve racconta affettuosamente la città di San Nicola, lungo un itinerario che tocca tutti i quartieri di Bari e quelle che un tempo si chiamavano frazioni e che ora fanno parte del tessuto urbano a tutti gli effetti.

L’autrice – operatrice didattica nel Borgo antico per conto della Pinacoteca provinciale, guida storico-artistica a Bari e in tutta la Puglia e autrice di numerose ricerche di settore che le hanno portato diversi riconoscimenti – si cala nei panni di una attenta turista che, grazie a diversi personaggi (un professore in pensione, un archeologo dilettante, il proprietario di un b&b, una giovane mamma, una studentessa, una anziana signora e tanti altri), tutti ciceroni per qualche ora, scopre, e inevitabilmente ama, una città dal passato glorioso dal punto di vista storico, artistico, culturale ed economico. Dal più antico al più recente, ogni quartiere porta impresso in sè i segni della Storia che si fonde con le tante storie che rendono una strada, una casa, un rudere, testimonianza di un città che in molti conoscono ancora troppo poco. Così scopriamo che non c’è zona di Bari che non nasconda nel suo ventre un ipogeo; che il compositore Nino Rota ha vissuto in una casa di Torre a mare tutto il periodo che è stato a Bari (e piace pensare che le musiche dei suoi film siano nate guardando il “nostro” mare); che una delle ville più à la page dei primi del ‘900 accoglie oggi l’officina di un gommista ma che per una che se ne perde ce ne sono tante altre che sopravvivono, magari incastonate in complessi edilizi degli anni ’70; che qui sul finire dell’800 c’era una florida colonia di imprenditori tedeschi che contribuirono fortemente al decollo economico della città. Scopriamo anche che per accogliere le famiglie vittime della disastrosa alluvione del 1926 vennero costruite delle case alloggio, una al quartiere Libertà, l’altra a San Pasquale (e anche qui viene da pensare: altro che new town…).

Nel volume, illustrato sapientemente da Andrea Dentuto e corredato per la quasi totalità da cartolinefoto d’epoca, c’è spazio per tutto: per le specialità culinarie, per gli aneddoti, per le vicende storiche di una Bari che non lega il suo nome solo al Medioevo ma anche al Risorgimento e alla seconda Guerra mondiale. C’è anche posto per una garbata ma ferma polemica contro uno sviluppo edilizio non sempre rispettoso del volto che Bari si voleva dare soprattutto a cavallo tra ‘800 e ‘900 e che ha cambiato la fisionomia di tante, troppe aree a metà tra la vocazione agricola e l’espansione urbana (è il caso del San Paolo), o che recepisce troppo lentamente le istanze di recupero di edifici (come è per l’ex caserma Rossani).

Una lettura piacevolissima quella proposta dalla De Francesco, per niente appesantita dalle schede che durante la narrazione ricostruiscono momenti della storia culturale cittadina o spiegano le caratteristiche di taluni edifici. Una lettura da consigliare non solo ai “forestieri” come venivano chiamati un tempo i turisti – desiderosi di una guida della città diversa dal solito, ma anche ai baresi che potrebbero salutare l’ormai prossimo ritorno della primavera facendo una passeggiata per ognuno dei quartieri descritti, col libro sottobraccio e il naso all’insù, sicuri di non inciampare.

Teresa De Francesco, Bari racconta – Segni, storie e monumenti, disegni di Andrea Dentuto, Progedit, 2012, € 24,00

 

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