“Bari racconta: veleni di guerra di ieri e di oggi”: conoscere il passato per affrontare il presente

Nel 70mo anniversario del bombardamento del porto di Bari, una tavola rotonda fa il punto sulla politica di bonifica dei mari 

Una pagina poco conosciuta ma fondamentale nella storia della seconda guerra mondiale che si lega con l’attualità e con la necessità della tutela dei nostri mari. Nasce da questo intento la tavola rotonda Bari racconta: veleni di guerra di ieri e di oggi – 2 dicembre 1943 – 2 dicembre 2013, che Ambient&Ambienti organizza a Bari nella Sala consiliare del Comune il 2 dicembre prossimo (ore 16,00).

L’evento, che vede la collaborazione dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, della Società Italiana di Geologia Ambientale e dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, si tiene non a caso in questa data: infatti proprio il 2 dicembre del 1943 – 70 anni fa – il porto di Bari fu sottoposto a un terribile bombardamento da parte dell’aeronautica tedesca.

Una delle navi colpite dal bombardamento tedesco si inabissa

In quell’occasione furono 17 le navi alleate affondate; tra queste una, la John Harvey, saltò in aria con parte del suo carico micidiale di bombe di iprite, un gas devastante che a contatto con la pelle mangia letteralmente i tessuti e che provoca bolle, vesciche, ustioni, piaghe talmente gravi da portare alla morte. Gli oltre mille morti che si contarono (ma il numero non è stato mai appurato) tra civili e militari sono dovuti in gran parte proprio all’iprite. E quando la Marina militare avviò la bonifica del porto di Bari nel 1947, ci si rese conto che l’operazione sarebbe stata molto difficile. A tutt’oggi molte di quelle bombe giacciono addormentate nei nostri fondali e nei fondali dei porti di altre città marinare, come Molfetta. 

A distanza di 70 anni Ambient&Ambienti vuole tenere alta l’attenzione su questo episodio bellico secondo solo a Pearl Harbour per gravità. Lo fa con lo sguardo rivolto alla puntuale ricostruzione storica dell’evento in sè e delle successive operazioni di bonifica, ma anche verificando la situazione odierna, perchè sono ancora molti i problemi legati alla bonifica ambientale del basso Adriatico e, più in generale del mare. Abbiamo la certezza che sia stato fatto tutto il possibile? In circostanze simili, come si procede oggi? La popolazione può dirsi tutelata? Quali scenari si aprono in campo internazionale?

di Bari al 2 dicembre 1943 

A proporre oggi la riflessione su questi temi saremo proprio noi di Ambient&Ambienti. Vogliamo raccontare, insieme a prestigiosi esperti, giornalisti, politici, cosa sta succedendo oggi, come ieri, da noi, nel nostro mare, ma anche in altri mari e cosa rappresentano oggi le armi chimiche.

A parlare di questi aspetti ci saranno lo storico Antonio Leuzzi, direttore dell’IPSAIC, il direttore generale del’ARPA Puglia Giorgio Assennato, il caporedattore dell’Espresso Gianluca Di Feo, autore del libro-inchiesta Veleni di Stato, il prorettore dell’Università “Aldo Moro” Angelo Tursi, che ha studiato gli effetti della contaminazione su flora e fauna marina; ci saranno anche Alberto Breccia Fratadocchi, consigliere scientifico dell’OPAC, (l’organizzazione internazionale per il disarmo chimico Premio Nobel 2013 per la pace), insieme a Luigi Alcaro – che per l’ISPRA segue gli aspetti relativi alla tutela del mare – e il senatore Francesco Bruni, l’unico pugliese componente della Commissione ambiente del Senato.

A condurre l’incontro, i cui lavori saranno conclusi dal Sindaco di Bari Michele Emiliano, sarà il direttore di Ambient&Ambienti, Lucia Schinzano.

 

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