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Bari: no al cemento a Marisabella

Il comitato Fronte del porto prende posizione  sui lavori al Porto di Bari dopo il forum nazionale sulla portualità e la logistica tenutosi a Bari lo scorso 27 aprile alla presenza del Ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio. Questo il testo del comunicato diffuso dal comitato.

Il porto di Bari visto dall'alto

Il porto di Bari visto dall’alto

«Il Comitato Fronte del Porto da anni impegnato ad evitare lo scempio dell’ulteriore colmata di 300.000 mq di cemento nell’ansa di Marisabella del Porto di Bari, per il suo nefasto impatto ambientale ed urbano  in un’area interessata dalle più importanti falde sotterranee del territorio di Bari,  con ricorsi e denunce amministrative e penali, denuncia la grossa contraddizione emersa nei contenuti  del I Forum nazionale a Bari sulla portualità e la logistica, rispetto alla  prevista  grande opera di cementificazione del mare in netta controtendenza con la pianificazione nazionale strategica dei porti in Italia.

Il Ministro Delrio e gli operatori del settore intervenuti hanno  affermato e rimarcato  come gli ultimi provvedimenti adottati dal Governo per  il rilancio della competitività del Sistema Mare vedano al centro delle strategie gli incentivi   “Ferrobonus e Marebonus”  come interventi da privilegiare nel trasporto delle merci da affidare alle autostrade del mare e alla ferrovia,   volti a decongestionare il  trasporto su gomma ad elevato impatto ambientale e  negativo   anche sul piano dei costi.

La stessa alta velocità come modalità ferroviaria,  per la conformazione tecnica  delle “sagome”,  diventa per il sud e la nostra terra  l’elemento strategico per raggiungere tale importante  obiettivo.

Come non trovarci d’accordo come Comitato Fronte del Porto?

 Peccato che gli intervenuti al Forum,  di spessore professionale  e di importanza istituzionale, mai  avrebbero potuto immaginare che sotto i loro piedi, proprio nell’area portuale di Bari, da qualche anno,   sono stati sotterrati centinaia di metri di tracciato ferroviario, in una logica della pianificazione portuale non certamente lungimirante ma  più impegnata a:

–           edificare ancora inutili  uffici nel porto,

–          a cementificare il mare nella fragile ansa di Marisabella sul versante idro-geologico,

–          a prevedere prossimamente  l’escavazione di 650.000 metri cubi di materiale con  il dragaggio di  13 metri di profondità di  fondali rocciosi   con l’utilizzo di  esplosivi ad elevatissima pericolosità per la popolazione.

–          a impattare giornalmente il tessuto urbano circostante  con l’incessante uscita di centinaia di tir al

giorno rendendo invivibile la vita di molti residenti della zona.

Il tutto, tra l’altro,  in barba alle  procedure amministrative,  in molti casi  con autorizzazioni regionali  scadute da anni e comunque prive di valutazione di impatto ambientale».

Il Comitato Fronte del Porto, intanto, incontrerà martedì 3 maggio alle ore 11 l’ l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso per affrontare e cercare di risolvere l’annosa questione dell’incessante, rilevante e non più sopportabile traffico dei TIR da e verso il porto che rende invivibile la vita dei residenti di Via di Maratona nei pressi delle piscine comunali.

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