Si è costituito a Bari il Comitato che promuoverà la candidatura del capoluogo pugliese a Capitale europea della cultura nel 2019. I rappresentanti dei diversi soggetti coinvolti si sono riuniti alla presenza del sindaco Michele Emiliano, dell’assessore alle Politiche comunitarie Gianluca Paparesta, del vicepresidente della Provincia di Bari Trifone Altieri, del consigliere gratuito del sindaco per la candidatura a Capitale europea della cultura Luca Scandale e del direttore della ripartizione Fondi comunitaria Ilaria Rizzo.
Durante l’incontro, che ha di fatto dato il via ai lavori propedeutici alla candidatura, è stato approvato lo statuto del Comitato promotore Bari 2019. Il progetto sarà curato dal Comitato scientifico – in via di costituzione – che detterà tempi e modalità secondo un modello partecipativo; i componenti saranno individuati in base alle proposte provenienti da tutti i soggetti coinvolti.
«La nostra idea – ha dichiarato il sindaco Emiliano – è rappresentata dalla candidatura di tutti i capoluoghi della Puglia. Questo potrebbe trasformare un fattore di debolezza, viste le attuali divisioni campanilistiche sul progetto, in un fattore di forza. Bari dunque presenta la propria candidatura con l’assoluta disponibilità non solo a coinvolgere gli altri Comuni pugliesi, ma anche a indicare un’altra città come candidata formale. Data la particolare condizione in cui oggi si trova, avremmo pensato di indicare simbolicamente Taranto, che otterrebbe lo stesso identico supporto da parte nostra sia dal punto di vista morale che materiale. Per farlo però è necessaria la totale solidarietà e condivisione da parte delle altre città pugliesi».
«È stata una giornata proficua – ha evidenziato l’assessore Paparesta – perché abbiamo stabilito un metodo di lavoro essenzialmente fondato su un processo di partecipazione che vedrà coinvolte le istituzioni locali, le associazioni, gli operatori economici e culturali e tutti i finanziatori della città. Entro la fine di maggio porteremo a termine questa prima parte del lavoro attraverso un incontro aperto alla cittadinanza, dal quale potremo ricavare ulteriori proposte e suggerimenti da inserire nel dossier che il Comitato promotore dovrà presentare alla commissione per superare la prima fase di preselezione».


