Bari, megaparcheggio. Qualcosa si muove?

area parcheggio via amendola
L'area dove dovrebbe sorgere il megaparcheggio

Continua il braccio di ferro tra Comune di Bari, che insiste sul parcheggio alle spalle dell’Executive center, e associazioni ambientaliste di via Amendola, che propongono soluzioni alternative. Ma le cose potrebbero cambiare

Megaparcheggio sì, megaparcheggio no. Il braccio di ferro  tra l’Amministrazione Comunale e le Associazioni ambientaliste di via Amendola è sempre in corso ma ci sono alcuni elementi di novità emersi nelle ultime settimane che rendono la situazione molto fluida, e nella quale, peraltro, non sono esclusi possibili colpi di scena.

Il Comune: “Ridimensioniamo il parcheggio”

Cominciamo dalla prima novità legata ad un incontro  svoltosi a Palazzo di Città alla presenza del sindaco Antonio Decaro, dell’ass. ai LL.PP. Giuseppe Galasso, della prof.ssa Elda Perlino per la Consulta Comunale per l’ambiente (in rappresentanza della presidente Antonella Calderazzi assente per motivi di salute) e di chi scrive (portavoce del comitato “Difendiamo chi vive in via Amendola”, n.d.r.), assieme al dr. Alessandro Iannone (portavoce del comitato “Salviamo via Amendola”)  che ha ufficialmente consegnato in Comune le oltre mille firme della sottoscrizione lanciata per dire “no” al progetto di megaparcheggio.

Nella riunione il sindaco Decaro -ecco la prima novità- ha dato la disponibilità a rivedere ulteriormente al ribasso il progetto di megaparcheggio previsto (a ridosso della futura stazione FS-SudEst) alle spalle dell’Executive Center di Bari, parcheggio che al momento risulterebbe così dimensionato: 261 posti sul lato Executive e altri 140 posti circa (più o meno) oltre il fascio di binari, sul lato Japigia.

La Consulta Ambiente: “No al ridimensionamento”

Sia la prof.ssa Perlino che i rappresentanti delle Associazioni Ambientaliste hanno ribadito la loro opposizione anche a questo ridimensionamento perché comunque risulterebbe compromesso in gran parte il verde della zona nella quale esistono -come detto più volte in passato e in precedenti servizi– una masseria del 1500 (ex convento con ambienti ipogei), una chiesetta del 1700, un agrumeto e un uliveto oltre ad un vasto terreno incolto sul quale spiccano alberi di mandorlo e di fico, con quercette, roverelle, perastri ed essenze della macchia mediterranea che ospitano rapaci, stanziali e migranti, con altre specie di volatili che offrono una spiccata biodiversità.

Le Associazioni: “Vi diamo tre  proposte alternative”

Il no al megaparcheggio, che è anche un no al consumo di suolo naturale -almeno fin dove è possibile- è stato motivato dalle Associazioni di via Amendola con il rilancio di una controproposta alternativa articolata su tre punti fermi a partire dal nuovo sistema di trasporto pubblico BRT (Bus Rapid Transit) per il quale Bari ha ricevuto un cospicuo finanziamento – i bus a transito rapido viaggiano su corsìe preferenziali apposite per aumentare la rapidità del trasporto su gomma tradizionale -:

  • Spostare il capolinea della linea verde del nuovo e futuro BRT dalla nuova fermata Executive alla stazione di Mungivacca, dietro l’Ikea, passando per via Pezze del Sole e via Torre di Mizzo. Con il parcheggio alla stazione di Mungivacca si potrebbe ridurre drasticamente il futuro parcheggio Executive, con un massimo di 50 posti comprensivi della sosta breve (carico-scarico) oltre che mezzi di soccorso e pochi altri posti.
  • parcheggio abbandonato ikea
    Il parcheggio in zona Ikea proposto dalle associazioni ambientaliste in alternativa a quello progettato dal Comune (foto Alessandro Iannone)

    In alternativa incrementare la frequenza delle corse del Bus Amtab nr.22, con destinazione stazione di Mungivacca, fino ad arrivare ad un mezzo ogni 10 minuti. In tal modo, con i maggiori collegamenti garantiti dal bus 22 e con i collegamenti garantiti dai convogli delle Ferrovie Sud Est che fermano nella stazione alle spalle dell’Ikea, si realizzerebbe un decisivo decongestionamento del traffico che oggi soffoca via Amendola, a partire dall’asse della statale 100 in entrata a Bari. Molti automobilisti infatti verrebbero invogliati a lasciare l’auto in zona Ikea per recarsi 1) negli uffici della zona Executive o 2) per raggiungere il campus universitario o 3)per arrivare nel centro di Bari: tutte zone, per chi ci vive, che soffrono per il fiume di auto che scorre ad ogni ora del giorno e della notte; un supplizio che si potrebbe eliminare con la scelta di attivare finalmente il parcheggio in zona Ikea.

  • Come ultima ipotesi, nel caso le prime due non fossero praticabili, il Comune è invitato dalle Associazioni Ambientaliste ad organizzare una politica dei costi dei parcheggi tesa a favorire la sosta in zona Ikea. Esempio: proporre nel parcheggio Ikea il costo di 1 euro per la sosta dell’auto e per il trasferimento con Sud Est verso le zone della città servite dal treno; contemporaneamente proporre un aumento deciso dei costi per il parcheggio in zona Executive (da ampliare fino ad un massimo di 100 posti auto) proprio per disincentivare l’arrivo in auto su via Amendola.

Dallo scontro alla trattativa

Il  sindaco Antonio Decaro ha ribattuto che sottoporrà tutta la problematica emersa nell’incontro ai dirigenti di Trenitalia in un prossimo tavolo di confronto. Peraltro, a testimonianza di un nuovo più disponibile atteggiamento dell’amministrazione comunale, il sindaco Decaro ha annunciato che nel terreno comunale che si trova a fianco della masseria del 1500 verranno piantati gli alberi di carrubo che hanno ornato il centro di Bari nel periodo delle feste natalizie. Un impegno che è stato favorevolmente salutato dalle associazioni di via Amendola e dalla presidente della Consulta Comunale per l’Ambiente prof.ssa Calderazzi, alle quali è stato assicurato che quel terreno resterà verde, così come è sempre stato per secoli.

Un altro problema all’orizzonte

Ma intanto, altre inaspettate problematiche stanno emergendo relativamente al tracciato ferroviario di quello che è stato definito “collo d’oca”, proprio nella zona compresa alle spalle dell’Executive e fino alla lama San Giorgio.  Ne riferiremo in una prossima puntata.

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