Bari la cittadinanza (quasi) attiva, dall’esempio del passato alla progettazione della città

Viene presentato oggi nella Sala consiliare del Comune di Bari il libro di Elda Perlino e Lucia Schinzano Bari la cittadinanza (quasi) attiva – Storia della partecipazione e dell’associazionismo: dalla Fibronit alla Consulta comunale all’Ambiente. La ricostruzione della stagione d’oro della società civile barese e la proposta di nuove forme di partecipazione attiva alla vita della città

 

Dobbiamo considerare definitamente conclusa la stagione che vide Bari nei primi anni del 2000 protagonista di una rivoluzione impensabile per quegli anni, tanto forte da portare la città – prima in Italia – a far approvare la trasformazione della destinazione d’uso di un’area da edificabile a verde pubblico? Dobbiamo considerare ormai prassi usuale lo sviluppo di numerosi comitati, gruppi di quartiere, associazioni, che agiscono col nobilissimo fine di migliorare la qualità della vita, ma “solo” per il proprio quartiere, per un interesse specifico, per una visione a corto raggio?

Si chiude con questi interrogativi (ma anche con delle risposte) il libro Bari la cittadinanza (quasi) attiva – Storia della partecipazione e dell’associazionismo: dalla Fibronit alla Consulta comunale all’Ambiente (ed. Les Flâneurs), scritto a quattro mani da Lucia Schinzano ed Elda Perlino, e che viene presentato oggi 19 ottobre alle 17,30 nella sala Consiliare del Comune di Bari.

Una mobilitazione popolare per una visione più attenta all’ambiente

La manifestazione del 10 maggio 2004 organizzata dalla Consulta delle Associazioni per le emergenze ambientali a sostegno della realizzazione del Parco sui terreni del’ex Fibronitl

Schinzano (direttrice di Ambient&Ambienti) e Perlino (componente del team di esperti del web magazine) hanno scritto questo libro-documento con l’obiettivo di raccontare la storia dell’associazionismo barese di questi ultimi vent’anni. Associazionismo che, sebbene per alcuni casi precedente alla data del 2000, si manifesta in maniera eclatante in quegli anni, proprio   grazie al ruolo della storia politica e sociale che interseca la nascita di una cittadinanza attiva e che, come una calamita, attira tanti cittadini diversi per formazione, ma che si uniscono e si organizzano in una miriade di movimenti per proporre soluzioni concrete ai tanti problemi ambientali che affliggono la citta di Bari: su tutti la presenza di amianto sul sito della ex fabbrica Fibronit.

Da quella battaglia germinerà non solo la presa di coscienza pressochè collettiva verso una visione più sostenibile ed attenta all’ambiente, ma soprattutto una partecipazione attiva i cui risultati più significativi sono la demolizione di Punta Perotti e alla dichiarazione di inedificabilità del sito Fibronit destinato a parco pubblico. Un fermento che si intreccia con la storia della “Primavera Pugliese”, che nel 2004 porterà alla vittoria del centrosinistra al Comune, e in seguito alla Regione e alla Provincia.

Parlano i protagonisti

Proprio per parlare di quegli anni alla presentazione di questo pomeriggio, coordinata dalla presidente della Consulta all’ambiente Antonella Calderazzi, interverranno alcuni dei diretti protagonisti: il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – che venne eletto sindaco proprio sull’onda di questa mobilitazione cittadina -, il sindaco Antoni Decaro (che da assessore al traffico prima, da primo cittadino poi, seguì le vicende relative alla trasformazione  dell’area ex Fibronit) Cesare Veronico, all’epoca assessore all’Ambiente alla Provincia e vero organizzatore della miriade di associazioni che si costituirono in quei mesi, e infine l’urbanista Dino Borri, capofila di un progetto donato al Comune e curato dall’associazione Sviluppo sostenibile per la realizzazione di un parco che sarebbe dovuto sorgere proprio sui terreni dell’ex Fibronit.

Maria Maugeri e la Consulta all’Ambiente

Il volume riserva un posto speciale alla storia della Consulta comunale all’Ambiente, istituita da Maria Maugeri, assessore all’ambiente negli anni 2004-2009 (cui il libro è dedicato), che con coraggio e lungimiranza seppe intercettare la spinta di associazioni e cittadini decisi a collaborare con l’amministrazione per risolvere operativamente le questioni ambientali della città. Tutto questo viene raccontato anche grazie agli articoli del giornalista Giuseppe Armenise, che dalle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno individuò i punti deboli e le spinte propulsive della società civile di quegli anni.

Una storia dunque, quella raccontata in Bari la cittadinanza (quasi) attiva, di cui oggi resta poca memoria e di cui invece, forse, abbiamo tutti bisogno, per continuare il percorso di rinnovamento della buona politica che crede nella condivisione con la cittadinanza del governo della città.

Disegnare nuovi scenari da affidare ai giovani

Il libro però va oltre e intende disegnare nuovi scenari di partecipazione attiva alla vita della città, proporre nuovi spazi di discussione e progettazione, proporre un nuovo rapporto di collaborazione attiva tra istituzioni e cittadini. Ne sono testimonianza le numerose interviste  (Adriana Angarano, Angela Barbanente, Massimo Blonda, Dino Borri, Luigi Campanale, Gianluigi Cesari, Antonio Decaro, Mario De Pasquale, Michele Emiliano, Antonello Fiore, Pasquale Leccese, Vito Leccese, Marco Modugno, Leo Palmisano, Carla Tedesco, Nichi Vendola, Cesare Veronico) che le autrici offrono soprattutto alle giovani generazioni, ai giovani che ereditano una città forse più sana e democratica grazie alle tante lotte, e poche vittorie, di chi ha dedicato impegno e passione per il futuro di Bari.

 

Elda Perlino, Lucia Schinzano, Bari la cittadinanza (quasi) attiva – Storia della partecipazione e dell’associazionismo: dalla Fibronit alla Consulta comunale all’Ambiente, ed. Les Flâneurs, 2023, 172 pagg., € 15,00

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