Bari, incentivi su cambi di destinazione d’uso

La Giunta Comunale approva la delibera incrementare le strutture ricettive alberghiere

 

Approvata dalla giunta comunale di Bari la delibera di indirizzo per il Consiglio, che prevede misure incentivanti per il cambio di destinazione d’uso verso funzioni ricettive per immobili esistenti nelle zone individuate dal Documento Programmatico della Rigenerazione urbana quali parti di territorio cittadino in cui incentivare politiche pubbliche di “rigenerazione urbana”. La misura incentiva interventi di ristrutturazione nonché di recupero e riuso degli immobili dismessi o in via di dismissione per favorire decarbonizzazione, efficientamento energetico, messa in sicurezza sismica del patrimonio edilizio e contenimento del consumo di suolo.

Il Comune di Bari intende perseguire questi risultati anche attraverso una politica di riduzione del 50% del contributo di costruzione per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente che comportino cambio di destinazione d’uso verso funzioni alberghiere così da favorire il recupero e il riuso di edifici inutilizzati o poco utilizzati incoraggiandone la rifunzionalizzazione in chiave ricettiva, con evidenti ricadute positive di interesse collettivo, sia sociali sia economiche.

Il cambio di destinazione d’uso funzionale sarà possibile solo consentito dalla disciplina urbanistica di zona, come individuata dal PRG. Qualora le superfici per i parcheggi pertinenziali dei veicoli non fossero sufficienti a consentire il cambio di destinazione d’uso, ne è ammessa la monetizzazione ovvero il reperimento anche tramite convenzione, almeno quinquennale, con strutture dotate di aree e superfici idonee, purché localizzate nel raggio di 400 metri. Nel caso di monetizzazione l’aliquota sarà sottoposta al medesimo abbattimento del 50%.

Questa scelta intende rispondere a due temi particolarmente avvertiti in città: quello del recupero e del riuso di edifici inutilizzati o poco utilizzati per riqualificare il patrimonio edilizio esistente e quello, non meno rilevante, della rifunzionalizzazione in chiave ricettiva di edifici destinati ad altri usi quale politica pubblica di rango promozionale di forme stabili di impresa turistica.

Foto di Leonie Schoppema da Pixabay

Negli ultimi anni le aree centrali della città di Bari sono state interessate da una domanda turistica sempre crescente, tanto che le presenze registrate dallo SPOT (Sistema Puglia per l’Osservatorio Turistico) sono quasi raddoppiate, passando da 546.070 unità del 2012 a 985.356 unità del 2022. Alle 985.356 unità vanno aggiunte circa 266.400 unità relative alle movimentazioni delle “locazioni turistiche” (dati preliminari 2022 forniti dall’ARET – Agenzia Regionale del Turismo), ovvero quelle riferite agli “alloggi privati” regolarmente registrati sul DMS – Digital Management System Puglia, che diventano così 1.251.800 circa. Il dato diventa ancora più rilevante se letto in termini di presenze di italiani/stranieri. Infatti, secondo questa lettura, le presenze di italiani sono state nel complesso circa 545.000 mentre quelle di stranieri circa 706.800.

Il notevole incremento della domanda turistica ha comportato la progressiva occupazione dell’edilizia residenziale da parte di strutture ricettive di ogni tipo, a discapito della residenza e dei servizi ai residenti. Questa condizione porta con sé il rischio concreto di impoverimento del tessuto sociale cittadino a svantaggio della collettività insediata e l’abbandono di parti di città, destinate a diventare spazi a servizio delle sole esigenze di ospitalità, il cui impiego resta condizionato alle oscillazioni della domanda turistica nei diversi periodi dell’anno.

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