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Bari: Il Teatro Margherita di Francesco De Giglio e Luigi Santarella

Il Teatro Margherita, la facciata posteriore

La Belle Époque è stato un periodo storico, culturale e artistico europeo, compreso tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Un periodo in cui le invenzioni e i progressi della tecnica e della scienza furono tantissimi e i benefici che tali scoperte e trasformazioni portarono nella società sono stati notevoli. Fu in questo periodo storico che a Bari fu edificato il Teatro Margherita con modalità amministrative e sistemi costruttivi totalmente innovativi. Si racconta che, dopo il patto siglato dal Comune di Bari con la famiglia Petruzzelli, secondo il quale l’Amministrazione Comunale s’impegnava a non realizzare altri teatri sul territorio, a eccezione di costruzioni sul mare, il Teatro Margherita nasceva sul mare e su palafitte, sospeso sul pelo dell’acqua nell’ansa più vicina al centro urbano del vecchio porto di Bari. La struttura, progettata da Francesco De Giglio e Luigi Santarella, fu realizzata in cemento armato su palafitta- esempio unico in Europa – essendo stata immaginata e costruita sospesa sull’acqua e collegata alla terra ferma da un pontile.

La sua vita teatrale fu inaugurata con numeri di Café-chantant, un genere di spettacolo nel quale si eseguivano piccole rappresentazioni teatrali e numeri d’arte varia come operette, giochi di prestigio, balletti, canzoni, mentre il pubblico consumava bibite e alcolici. Idea che nacque e si sviluppò a Parigi dapprima nei numerosi locali sul Boulevard du Temple, poi sotto le arcate del Palais Royal e più tardi diffusosi in tutta Europa. L’edificio e la sua ideazione architettonica e funzionale ispirata all’Art Nouveau è un esempio di filosofia trasformatasi in stile artistico che interessò le arti figurative, l’architettura e le arti applicate che si diffusero in Europa come stile Liberty. L’Art Nouveau si configurò come stile ad ampio raggio abbracciando i più disparati campi dell’arte: architettura, mobili, gioielleria, tessuti, oggetti d’uso comune, illuminazione (da pochi anni era stata inventata l’illuminazione elettrica), traendo le sue origini dall’ideologia estetica anglosassone dell’ Arts and Craftsche aveva posto l’accento sulla libera creazione dell’artigiano aprendo la strada all’architettura moderna.

Oggi il Teatro Margherita è un contenitore culturale

L’occasione dell’Esposizione Universale del 1900 a Parigi fu un momento importante per la diffusione di quest’arte in Europa. Bari colse quest’opportunità e i progettisti furono autori e artefici di uno dei più insoliti edifici di Puglia; insolito per la localizzazione, per la struttura costruttiva, per le modalità burocratico-amministrative, per le decorazioni parietali originarie.

In continuità al passato storico, ricco d’intensità artistica, l’edificio oggi sembra aver ripreso il suo ruolo nella società contemporanea, dopo anni di buio, diventando luogo per mostre d’arte contemporanea. Infatti, dopo alcuni anni di sperimentale uso del luogo per mostre d’arte contemporanea, è da poche settimane e fino all’11 marzo 2012 il luogo unico in Puglia ad ospitare un’esposizione-evento denominata Arte Povera in Teatro, mostra a cura di Germano Celant e Antonella Soldaini, occasione unica per la rilettura del contesto architettonico per un futuro inserimento del Teatro Margherita nel sistema delle Istituzioni Culturali Italiane per l’Arte Contemporanea.

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