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Bari. Il caso: morte per amianto

«Affetto da una patologia di origine professionale che ne ha causato la morte», questa la sentenza che mette un punto alla vicenda tormentata di un operaio barese. Alfredo Loiacono a 24 anni viene assunto nella Brema – poi Firestone e ancora Bridgestone – e per 30 anni presta servizio nello stabilimento di pneumatici di Bari fino al 2001, quando scopre di aver contratto un cancro ai polmoni. Loiacono muore nel 2003 a 55 anni.

Da allora i suoi parenti si battono affinchè sia riconosciuto il decesso per malattia professionale. Solo ora arriva la sentenza: la morte è imputabile a «malattia professionale adenocarcinoma polmonare con metastasi pleuriche». L’Inail dovrà dunque pagare agli eredi la rendita richiesta sin dal 2003, quando venne presentata l’istanza. Intanto ci si chiede se il caso possa stabilire una nuova giurisprudenza nelle morti per amianto. Infatti lo stesso consulente tecnico d’ufficio, il medico legale Onofrio De Lucia, ha parlato di un «generico rischio amianto» nello stabilimento e della «presenza diffusa delle fibre di amianto» negli ambienti di lavoro.

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