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Bari e gli alberi, che strana storia!

Elda Perlino, Presidente della Consulta  all’Ambiente del comune di Bari, interviene nelle questioni che stanno tenendo banco in questi giorni a Bari, vale a dire il discusso restyling di via Sparano e il taglio di un gran numero di alberi in via Caldarola per far posto ad una rotatoria. Il suo intervento chiama in causa le occasioni che hanno visto i baresi attori propositivi di un cambiamento della città, soprattutto a proposito della cronica carenza di verde, che proprio in questi giorni è stata segnalata dall’ultimo rapporto Istat, e ricorda che « le competenze in materia ambientale sono trasversali  e secondo un approccio moderno ed europeo vanno condivise tra i diversi settori di riferimento».

Gli alberi abbattuti in via Caldarola

Gli alberi abbattuti in via Caldarola

Che strana città è Bari! Strana perchè abbatte i suoi alberi come è accaduto ieri in via Caldarola. Strana perchè progetta una riqualificazione “colta” del sua via più elegante prevedendo di abbattere  palme ventennali perchè “spelacchiate”. Strana? Strana città è quella dove i cittadini vengono consultati continuamente durante le  campagne elettorali, per poi venire  ignorati subito dopo, per  tutto il resto del tempo da chi ha solo una delega a operare le scelte per conto del futuro. Sì,  strana città Bari che da una parte viene rappresentata come una città governata attraverso la pratica della partecipazione dall’altra non riconosce il valore del dialogo tra cittadinanza e governo al di fuori del tempo delle campagna elettorali e quando decide di decidere non dialoga più  con i suoi cittadini.

Strana è la città dove i suoi cittadini passano una parte del proprio tempo libero a partecipare attivamente alla vita pubblica elaborando  proposte  che scaturiscono da percorsi  di studio, analisi e riflessione nei luoghi dedicati a queste attività come la iistituzionalizzata dal comune di Bari oltre 10 anni fa, alla fine di una delle tante campagne elettorali. Strana città dove alcuni tra i suoi cittadini  mettono a disposizione a puro titolo di volontariato, competenze e sensibilità per migliorare la qualità della vita della nostra città, elaborando ad esempio proposte come quella del “Regolamento comunale del verde pubblico e privato”  che mutuando ed implementando regolamenti già adottati in altre città come Milano e Ferrara, si basano sul desiderio di migliorare la  qualità della vita di tutti attraverso la tutela del verde pubblico e/o privato.

Elda Perlino, presidente della Consulta all’Ambiente del comune di Bari

Elda Perlino, presidente della Consulta all’Ambiente del comune di Bari

 

Una proposta elaborata avvalendosi del  contributo  prezioso di quanti, in rappresentanza delle associazioni, dell’ Università  degli studi  Aldo Moro,  del CNR di Bari e del  Politecnico presenti all’interno della Consulta, hanno messo a disposizione  conoscenze e competenze maturate nelle istituzioni di riferimento, contribuendo  così all’elaborazione di una proposta ricca  di spunti e riflessioni immediatamente recepibili da parte dell’amministrazione comunale.  Il documento è stato  inviato a mezzo posta elettronica  al Sindaco di Bari, a agli Assessori di riferimento, Petruzzelli (Ambiente), Tedesco (Urbanistica), Galasso (Lavori pubblici) e Brandi  (patrimonio),  poichè le competenze in materia ambientale sono trasversali  e secondo un approccio moderno ed europeo vanno condivise tra i diversi settori di riferimento.

E’ strana la città che ignora  le proposte  dei suoi cittadini che intendono contribuire a creare le condizioni ideali a recepire e soddisfare   le aspettative della cittadinanza per una qualità di vita ed un ambiente  più sano e vivibile, senza  sostituirsi e/o imporsi agli attori istituzionali e alle scelte dell’amministrazione, bensì mostrandosi pronti al dialogo e all’interlocuzione sulle scelte più adeguate ed opportune a soddisfare tutti.

Che strana questa nostra città che non ritiene di rispondere alle richieste che i suoi cittadini inoltrano propositivamente attraverso percorsi di partecipazione istituzionalizzati come la sua Consulta all’ambiente.

Strana infine è la città che deve aspettare la prossima campagna elettorale per reclamare che le proposte e i desideri dei suoi cittadini siano trasferiti  dal piano teorico a quello operativo e si attivino le procedure formali affinchè i sogni   diventino realtà.

Elda Perlino – Presidente della Consulta  all’Ambiente del comune di Bari»

(Le parti in grassetto sono a cura della redazione – Per sapere di più sul Regolamento comunale del verde pubblico e privato clicca qui )

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