Input your search keywords and press Enter.

Bari e i luoghi della memoria

L’intitolazione domenica 20 dicembredi un Largo a Vito Maurogiovanni in via Venezia, lungo la Muraglia, in corrispondenza dell’arco che immette nella Corte del Catapano, antistante la Basilica di San Nicola, costituisce un evento insolito in quanto a nemmeno un anno dalla scomparsa di Vito viene a lui offerto dal Sindaco Michele Emiliano e dall’Amministrazione comunale un grande omaggio che, in deroga a tutte le regole che presiedono tali attribuzioni, lo riconosce importante testimone di una cittadinanza e di una cultura.

Largo della Portella negli anni '30, dove sorgeva una chiesa andata distrutta

Largo della Portella negli anni '30, dove sorgeva una chiesa andata distrutta

Lo stesso spazio com'è oggi

Lo stesso spazio com'è oggi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maurogiovanni, poeta, scrittore e giornalista,diverrà il custode di un angolo di Bari vecchia che sospeso sul mare costituisce un osservatorio di particolare rilevanza sul lungomare della città, da una parte, sulla Basilica da un’altra ,cerniera urbana tra il sacro e il profano, tra il vecchio e il nuovo, tra fede ed economia di un centro come Bari che ha sempre tratto dal mare la sua vitalità economica e culturale.
E sarà , secondo ciò che ha sempre incarnato, un testimone della città, dei suoi spazi, dei suoi ambienti.
La peculiarità di questo intellettuale sta infatti, non solo nella sua multiforme e copiosa attività letteraria, nella sua voglia di sperimentare il teatro in vernacolo, nella sua esperienza di giornalista che osserva e vive con intensità il quotidiano, ma anche nel suo rapporto curioso e profondo con l’intero ambiente cittadino.

lo scrittore Vito Maurogiovanni

lo scrittore Vito Maurogiovanni

Di questa Bari da lui raccontata e vissuta, egli coglie e descrive gli esterni: le vie, le piazze, e gli interni: gli spazi di comunicazione e d’incontro della gente, i caffè, le botteghe artigiane, i ‘salotti buoni’delle case, i giardini di limoni e gli aranceti che illuminano i freddi cortili dei vecchi palazzi del murattiano della nostra città.
L’ambiente urbano – per Vito- è stato sempre visto come  un grande palcoscenico in cui si muovono gli esseri umani: uomini e donne che lavorano, soffrono, affrontano le realtà della loro faticosa esistenza  con  forte spirito di sacrificio e insieme acuto sguardo ironico; che vivono lo spazio dove si  raccolgono e si partecipano fatti personali, storie piccole e grandi che costituiscono il tessuto del vivere collettivo.
Il microcosmo di via De Rossi così come quello delle arterie della città nuova è il paradigma di una città che-nei primi decenni del Novecento- sta nascendo e si sta affermando con la sua borghesia laboriosa e produttiva che Maurogiovanni descrive in tutte le sue maggiori attività, perché ad essa lui stesso appartiene.
Il legame tra questo autore e la città si sostanzia di affetti e sentimenti  ma nondimeno è sempre uno sguardo critico e lucido su ciò che avviene e che diventa storia.

Celeste Maurogiovanni figlia dello scrittore Vito Maurogiovanni, è docente al Liceo classico “Quinto Orazio Flacco” di Bari. 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *