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Bari: dubbi per scarico in Lama San Giorgio

Non sussistono ad oggi le condizioni per una decisione alternativa rispetto alla soluzione del collettore unico a servizio dell’agglomerato dell’hinterland barese, ovvero lo scarico in Lama S. Giorgio previsto dal Piano di tutela delle acque (per saperne di più leggere l’articolo di Ambiente&Ambienti Lama S. Giorgio, da parco naturale a scarico di acque reflue). I comuni interessati avranno altri 10 giorni per riesaminare le decisioni singolarmente comunicate nel corso del tavolo tecnico. Per quanto riguarda la possibilità di realizzare trincee drenanti, i tecnici della Provincia di Bari eseguiranno le più opportune valutazioni ambientali e geognostiche e, di concerto con AQP, l’analisi del rapporto tra costi e benefici.

Intanto l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati ha convocato la seconda riunione tecnica per assumere una decisione definitiva circa lo smaltimento dei reflui del nuovo depuratore a servizio degli abitati di Rutigliano, Casamassina, Sammichele di Bari, Gioia del Colle, Putignano, Triggiano, Noicattaro e Bari. «Dobbiamo in breve tempo decidere – spiega Amati – se proseguire secondo quanto previsto con il progetto iniziale ancora tecnicamente il più idoneo, cioè scaricare i reflui nella Lama San Giorgio come previsto dal Piano di tutela delle acque, o assumere una decisione alternativa condivisa dalle comunità locali, che hanno manifestato perplessità sull’iniziale progettazione e che avevano il diritto di essere ascoltate».

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