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Bari, c’è bisogno di un porto turistico

La Puglia non ha porti turistici. Tale carenza sta penalizzando la regione. E’ l’aspetto messo in evidenza durante il convegno “L’Italia Unita dal Mare – Il mare opportunità economica da non perdere”, organizzato da Assonautica e Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con Capitaneria di Porto e Unioncamere Puglia.

Imbarcazioni di soci ormeggiate al Centro Sportivo Universitario di Bari

Si è parlato di Unità d’Italia, vista dal mare, sicurezza nella navigazione da diporto ma anche delle necessità del potenziamento della portualità turistica, in particolare nell’area barese. In questa occasione è stato illustrato il progetto del porto turistico. L’incontro s’inserisce tra le iniziative in occasione della tappa barese della Staffetta Nautica del Mar Adriatico, organizzata da Assonautica Nazionale, con il patrocinio del Presidente della Repubblica, per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia. L’obiettivo dell’iniziativa è ribadire l’importanza del mare nel promuovere l’unità nazionale, ma anche come risorsa naturale strategica che aggrega, veicola valori sani, positivi e legati anche agli sport nautici. Il presidente di Assonautica Bari e consigliere nazionale, Filippo Trizio Caiati, ha commentato la situazione ed illustrato le opportunità.

Filippo Caiati

La città ospiterà una delle tappe della Staffetta Nautica del Mar Adriatico. Ce ne può parlare?
“Si, è una vera e propria staffetta che si tiene in mare. Le due imbarcazioni sono partite da Trieste ed Imperia, la prima toccando tutti i porti del Mediterraneo, della Sicilia e del Tirreno fino a Roma, e la seconda quelli della Liguria e della Sardegna giungendo anch’essa a Roma, dove il 26 giugno consegnerà al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la bandiera italiana accompagnata da una pergamena con le firme di tutti i prefetti delle località toccate dalla staffetta. Per Bari è anche l’occasione per ricominciare a parlare di sport nautici e delle importanti ricadute economiche sul territorio”.

Barche a vela ormeggiate al CUS Bari

Ritorna di estrema attualità, quindi, il tema del mare e della portualità. Come vede la situazione?
“E’ disastrosa. Un turista che giunge a Bari non trova un posto barca e una pompa di benzina disponibile. Non si può fare, quindi, turismo con la nautica. Se manca una cultura turistica non riusciremo a decollare”.
Ci sono progetti e prospettive?
“La nautica da diporto è un settore che tira sia dal punto di vista sportivo, sia da quello lavorativo. A Bari, invece, continua a mancare un porto turistico, nonostante cinque anni fa in occasione di un convegno alla Fiera del Levante ne fosse stata espressa l’esigenza anche da parte degli Ambasciatori di Grecia, Albania, Croazia e Dalmazia per creare un corridoio tra la costa italiana e quella slava. Mentre tutte le città, da Taranto e Brindisi fino a Manfredonia e Bisceglie si sono attrezzate, Bari non ha ancora un porto turistico. Eppure ci sono progetti fermi da tempo e la città esprime una domanda di circa 3.000 posti barca. In occasione del convegno illustreremo un’ennesima proposta per la costruzione di un porto turistico da 800 posti barca di grosse dimensione”.

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