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Bari, a quando il Wi-Fi libero?

Emiliano Mancini

Il progetto è ambizioso come lo slogan: “Wifi libero per tutti“. Ovvero, come spiega Emiliano Mancini, responsabile della Coweb e ideatore del “Free wifi hotspot”, «realizzare realmente la prima e unica grande rete italiana di internet wifi ad accesso gratuito, per tutti e di tutti». Partendo da Bari, che dal weekend scorso ha i primi due hotspot, aree dove è possibile accedere alla rete in modalità senza fili, attraverso l’uso di un router collegato a un provider di servizi Internet. «I primi di una lunga serie» assicura Mancini, che guarda a realtà cosmopolite come Londra e Berlino, ma anche al territorio nazionale come Milano (annunciati mille hotspot entro l’anno) e Roma (già a quota ottocento).

Emiliano Mancini, in Puglia come siamo messi?

 «Siamo un po’ in ritardo. Ci si aspetterebbe che Bari, essendo il capoluogo regionale, sia all’avanguardia. E invece Lecce è molto più avanti, con il progetto ‘città wireless’. Noi confidiamo in una svolta, in un progetto più organico e strutturato, perché l’esempio dei singoli locali che permettono l’accesso a internet fornendoti la password, è tutta un’altra cosa rispetto al nostro progetto».

Proprio a Bari, però, a parco 2 Giugno è possibile collegarsi gratuitamente in modalità wifi, grazie a un progetto voluto dal Comune. Qual è la differenza con la vostra iniziativa?

«Sinceramente, tutti i commenti che ho ascoltato sulla connessione al parco 2 Giugno, sono tutt’altro che positivi, principalmente per la durata della connessione. Vale un’ora e potrebbe essere tutto sommato accettabile, ma associato a un limite di 50 megabyte lo rende un collegamento pressoché inutilizzabile. Col nostro progetto, invece, assicuriamo a ogni account quattro ore di navigazione giornaliera su tutta la rete di Hotspot».

Avete scelto uno slogan che anima le masse, “Wifi libero per tutti”, ma c’è un altro popolo, quello degli ambientalisti, che è perplesso sulle possibili conseguenze dovute all’eccessiva diffusione del wifi.

Per molti utenti la connessione gratuita alla rete a Parco 2 Giugno è poco funzionale anche per i limiti di connessione

«Questo è un dibattito totalmente aperto anche a livello europeo e come spesso accade ci si divide in due partiti, anche tra le istituzioni: quelli favorevoli a una sorta di espansione e dall’altra, coloro che la osteggiano. Io non voglio fare nessuna crociata contro gli ambientalisti, ai quali anzi sono molto vicino, semplicemente ritengo non ci siano i motivi per creare allarmismo».

Quindi, nessun pericolo?

«Lo ribadiscono le numerose analisi scientifiche, che stanno confermando come non ci siano effettivi danni provocati dalle onde wifi. Mi sembra di essere ritornato alla stessa situazione vissuta all’epoca della diffusione dei telefoni cellulari, con un’ondata di preoccupazioni legate all’uso di quel mezzo. Se pensiamo all’utilizzo del wifi non ci sono danni. Certo che se poi uno vive tutto il giorno abbracciato all’antenna, quello è un altro discorso».

Al di là del vostro auspicio, come ritiene che risponderà la cittadinanza di Bari al vostro appello?

«È una rivoluzione che parte dal basso ed è talmente economica che può funzionare anche senza l’aiuto o l’interessamento delle istituzioni. Come spese abbiamo cento euro per l’apparato e un contributo di 10 euro mensili per il sostentamento del servizio. Però è chiaro che se gli enti pubblici comprendessero l’importanza di sviluppare il wifi, avremmo a disposizione una base solida e senza dover fare stime o statistiche, penso che entro il 2012 potremmo sperare di arrivare a tre cifre, quanto alla presenza di hotspot sul territorio».

Nella foto di copertina, un sistema Wi-Fi alimentato da un pannello solare, con batteria per la notte, realizzato dall’americana Sols Energy

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