Bari 2015, il sistema delle risorse naturali per lo sviluppo metropolitano sostenibile

Il Piano strategico Bari 2015 ha permesso ai 31 Comuni che fanno parte della rete Metropoli Terra di Bari di dotarsi di uno strumento che garantirà un approccio integrato alle problematiche ambientali e permetterà di avviare e attuare azioni e strategie che hanno in comune un unico obiettivo: l’avvio di un modello di sviluppo in grado di soddisfare i bisogni delle comunità locali e che assicuri migliori opportunità per le generazioni future. E in quest’ottica concertata un posto di rilievo hanno le lame.
Gran parte del territorio della provincia barese è solcato da questi “canali” che si snodano a ventaglio partendo dalla Murgia, attraversano i centri urbani e sfociano a mare.

Planimetria delle lame di Bari

Il loro valore ecologico è inestimabile anche perchè custodiscono essenze tipiche della macchia mediterranea: leccio, quercia, fragno, mirto, carpini, ginepro rosso e altri arbusti oltre a molte specie faunistiche come cinghiali, lepri, volpi, istrici, piccoli roditori, testuggini, gheppi, cardellini, rettili. Partendo da nord-ovest e scendendo a sud-est del territorio si incontrano Lama Balice, Lamasinata, Villa Lamberti, Picone, Fitta, Valenzano, S. Marco, S. Giorgio e Giotta. Queste nove lame che solcano il territorio metropolitano barese hanno poco in comune e ognuna ha caratteristiche geomorfologiche particolari. Il Piano Strategico Mtb dunque intraprenderà azioni volte alla riqualificazione e alla valorizzazione del patrimonio naturale metropolitano, per contrastare e ridurre gli effetti negativi derivanti da un uso non sostenibile del territorio. Attraverso le azioni pensate per valorizzare il sistema delle risorse naturali saranno avviati risanamenti per il recupero del sistema delle lame e per incrementare l’uso efficiente e sostenibile delle risorse naturali in esse presenti. Ecco punti di fortza e criticità di ogni lama.

Lama Balice – È il corso prosciugato dell’antico torrente Tiflis. Nasce nel cuore della Murgia e precisamente tra Corato e Ruvo di Puglia. Dopo aver toccato Bitonto, sfocia a mare dopo 37 km in corrispondenza di Fesca. Alcuni tratti di Lama Balice sono bassi e sinuosia, altri sono ripidi e si presentano con una stratificazione rocciosa. Grazie alla natura carsica del territorio sono presenti numerose cavità naturali e a queste si aggiungono grotte scavate dall’uomo, che nel corso degli anni hanno restituito cimeli e oggetti risalenti all’epoca protostorica. La lama assume anche un’importanza storica. Procedendo verso nord ci sono le grotte di Chiancarello, notevolmente degradate ma al cui interno sono visibili ancora testimonianze sulla vita paleolitica della cittadina. Intorno alla lama sorgono casali medievali, chiese rupestri e masserie e nel suo cuore; tra l’aeroporto di Bari-Palese e il Quartiere San Paolo c’è Villa Framarino, l’antica masseria sede del primo centro di documentazione barese sulla conservazione della natura.

Lama Lamasinata – È formata da più rami che dopo aver attraversato i territori dei Comuni di Palo del Colle, Bitetto e Modugno e gran parte del quartiere San Paolo a Bari, sfocia in corrispondenza del molo San Cataldo e nella città di Bari; l’ultimo tratto è completamente cementificato per proteggere case e insediamenti produttivi. Lamasinata conserva ancora un ricco scenario con le tracce dell’antica frequentazione antropica. Nei pressi del casale Balsignano di età medievale sono state scoperte tracce di un abitato risalente al periodo neolitico. Sulla lama in agro di Modugno si affacciano le chiesette rupestri dedicate alla Madonna della Grotta e a Santa Caterina.

Lama Picone – È formata da due rami: uno proveniente da Adelfia conosciuto come torrente Baronale, e l’altro da Sannicandro di Bari. In città in corrispondenza di Parco Domingo in zona Poggiofranco la lama sparisce cancellata dalla città, ma in origine sfociava a mare tra via Brigata Bari e via Fieramosca. Lungo la lama sono localizzati Santa Candida e la Caravella, due tra gli insediamenti rupestri più interessanti di Bari.

Lama Balice nei pressi di Bitonto

Lama San Giorgio – È la più estesa tra quelle che solcano il territorio di Bari. Nasce nelle campagne di Gioia del Colle e termina il suo percorso verso il mare a San Giorgio. Grazie al suo grande valore naturalistico ed ambientale è inclusa tra le aree protetteindividuate dalla legge regionale n. 19/97.

Lama Giotta – È l’ultima delle lama che accarezzano la città di Bari e sfocia a mare in nei pressi dell’abitato di Torre a Mare. La presenza di estese e fitte aree di macchia mediterranea caratterizza alcuni interessantissimi tratti nel territorio di Noicattaro.A Lama Giotta sono stati ritrovati importanti giacimenti archeologici, come per esempio la grotta della Tartaruga con considerevoli testimonianze risalenti al neolitico.

I Progetti (clicca qui per visualizzare il progetto)Sono state previste una serie di attività di bonifica, recupero e riqualificazione delle aree degradate e compromesse dall’incursione antropica. La particolare attenzione rivolta al sistema delle lame ritenuto simbolo identitario da proteggere e valorizzare ha previsto la loro bonifica con azioni di rimozione ed allontanamento dei rifiuti abbandonati che nel corso degli anni le hanno trasformate in discariche abusive a cielo aperto. Sono state previste anche attività di ricognizione e segnalazione dei processi di abusivismo edilizio incontrollato che hanno portato alla cementificazione delle pareti rocciose e alla costruzione di manufatti edilizi e che sono tra le principali cause dei rischi di carattere idrogeologico e della riduzione della biodiversità. Il recupero delle lame sarà affiancato dalla riqualificazione delle antiche cave di tufo dismesse e delle ex-discariche in disuso.
Rete dei percorsi ciclabili Metropoli Terra di Bari – Tutti gli interventi atti a valorizzare le lame sono stati pesati in vista di una piano di potenziamento degli itinerari turistici esistenti e programmati in ambito europeo, nazionale e regionale per creare una sorta di filo rosso con il progetto Cyronmed. Si tratta di un sistema di mobilità dolce facilitato dalla realizzazione di ciclovie e infrastrutturazioni ciclabili costituite da piste, corsie, sottopassi, sovrappassi. Una sorta di vie verdi ricavate recuperando strade in disuso, zone bonificate, canali naturali e tratturi. Il percorso ciclabile si snoda su 470 km e promuove un nuovo stile di vita sulle due ruote, per sviluppare il cicloturismo riducendo il numero delle automobili che circolano nell’area metropolitana, l’inquinamento acustico e atmosferico.

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