Baresi in trasferta a pesca di ricci a Civitavecchia

L’operazione in notturna della Guardia di Finanza lungo tutto il litorale laziale. Da qualche anno è il luogo scelto dai baresi per la pesca illecita di ricci

La passione per i ricci di mare è una prerogativa barese. Gli echinodermi sono considerati una leccornia che viene consumata in grandi quantità, persino appena pescata. Così come i cosiddetti “frutti di mare” consumati regolarmente crudi a tutte le età.

Presenti in quasi tutti i mari e gli oceani, i ricci di mare sono apprezzati per le loro saporite gonadi. Ma c’è una normativa che ne regolamenta la pesca: è il Decreto Ministeriale del 12 gennaio 1995 che prevede la cattura quotidiana di mille esemplari per la pesca professionale e 50 esemplari per la pesca sportiva. Il riccio deve superare il diametro di 7 centimetri e la pesca è vietata a maggio e giugno. Queste, dunque, le direttive principali di riferimento. Ma essendo un frutto di mare molto ricercato e facilmente pescabile sui fondali della fascia costiera, viene raccolto in grandi quantità a mani nude o con attrezzature da immersione da chiunque, nella quasi totale illegalità. Ecco perché  questa pratica eccessiva ha letteralmente desertificato molti fondali soprattutto pugliesi.

Per queste ragioni, i controlli sono costanti lungo le coste italiane. Ma c’è una costa, quella laziale, che da qualche anno è diventata il centro di approvvigionamento di ricci della Puglia.

Dal 2019 al 2021, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia ha eseguito ben 14 interventi, sequestrato oltre 50mila ricci di mare e sanzionato 22 persone per un importo che supera 100mila euro. Ma la peculiarità degli interventi è che le persone coinvolte sono tutte baresi o residenti nella provincia di Bari. Organizzati in gruppi, periodicamente si spostano dalla Puglia al Lazio per la pesca illegale. Così, per tutelare la costa dal bracconaggio ittico, la Guardia di Finanza esegue controlli costanti dell’intera area.

L’ultimo intervento in ordine di tempo è avvenuto durante il ponte delle “Festività di Ognissanti”, nella notte tra domenica 31 ottobre e lunedì 1° novembre 2021, in un tratto di costa sul litorale di Santa Marinella, in provincia di Roma, già preso di mira in passato più volte da fenomeni di bracconaggio ittico.

I finanzieri hanno fermato in flagranza due pescatori di frodo nella provincia di Bari che, approfittando delle condizioni meteomarine favorevoli, hanno fatto razzia di ricci. I finanzieri sono intervenuti mentre raggiungevano la riva, al termine della battuta di pesca illegale. I due sono stati fermati mentre caricavano in auto il pescato.

Inevitabile il sequestro di oltre 2.000 ricci di mare e di tutta l’attrezzatura da pesca utilizzata in maniera illegale. Elevato anche un verbale di 12.000,00 euro per ciascuno dei due bracconieri ittici. Tutti i ricci di mare sono stati immediatamente rigettati in acqua perché ancora vivi.

I ricci di mare, appartenenti alla famiglia degli echinodermi, sono “biorimediatori naturali”, in quanto filtrano l’acqua di mare, ripulendola dalle impurità. La loro funzione quindi è fondamentale per tutelare l’habitat marino e per il suo ecosistema. Senza la loro presenza e la loro attività, il fondale e la scogliera si trasformano in un deserto, senza vita.

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