La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale, istituito in Francia nel 1987, anno europeo dell’Ambiente, dalla Foundation for Environmental Education. Obiettivo della FEE indirizzare la politica di gestione locale di centri rivieraschi verso un processo di sostenibilità ambientale.
La certificazione è assegnata ogni anno in quarantasei Paesi, in Europa, Africa, Nuova Zelanda, Sud America, Canada e Cariaibi, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) con cui la FEE ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale.
La prestigiosa Blue Flag, che certifica sicurezza e accessibilità di quasi 4mila spiagge pubbliche di tutto il mondo, da quest’anno sventola anche in Israele. I turisti stranieri, dicono fonti semite, già durante la prenotazione delle vacanze al mare si informano sulle Bandiere Blu e ora possono contare su nove spiagge israeliane certificate FEE.
«Il programma è iniziato solo pochi mesi fa ma le parti interessate sono entusiaste del risultato – afferma Orly Babitsky, responsabile del progetto EcoOcean -. È una grande presa per il turismo».
Per far sventolare una Bandiera Blu, una spiaggia deve rispondere a standard concordati a livello internazionale. Si eseguono controlli ambientali per garantire che l’acqua sia pulita e sicura. Inoltre, la spiaggia deve essere gratuita, deve offrire l’accessibilità alle persone diversamente abili, devono essere provviste di contenitori per il riciclaggio dei rifiuti e devono essere servite da mezzi pubblici. La certificazione va rivalutata ogni anno e se le condizioni cambiano, la Bandiera Blu può essere sospesa fino a quando la spiaggia sotto osservazione non rientra negli standard.
«Israele è un Paese costiero – continua Orly Babitsky -. Più del 70 per cento della popolazione vive vicino alla costa e la spiaggia è diventata uno degli ultimi luoghi che una famiglia può frequentare senza dover pagare». Ma le 140 spiagge israeliane sono ora minacciate dallo sviluppo industriale ed edilizio costiero. Attraverso EcoOcean, il programma Bandiera Blu in Israele sta anche lavorando per sviluppare standard locali, come la limitazione del numero di sedie a sdraio di plastica sulle spiagge di Tel Aviv.
Dove trovare Bandiere blu in Israele
Netanya può essere orgogliosa di tre spiagge che hanno vinto la bandiera blu: Ha’onot, conosciuto per la sua musica, cui si può accedere dal lungomare della città; Sironit Beach, che offre ampie zone d’ombra, provvista di ascensore per scendere in spiaggia, di accesso per disabili e di servizi igienici ben segnalati; Poleg Beach, un’ex discarica di liquami trasformata in una spiaggia pulita certificata dove si possono fare sport acquatici da quelli motorizzati al kite surf.
Ashdod ha due spiagge premiate Bandiera Blu: il Lido Beach vicino al porto, che vanta strutture pubbliche, ristoranti e servizi igienici e la Yud Aleph Beach, più orientata verso le esigenze della famiglia.
Tel Aviv ha anche due spiagge premiate Bandiera Blu: Metzitzim a nord della capitale, con la laguna artificiale, dove si riuniscono fighetti e si possono portare i cani e Jerusalem Beach, una delle preferite, bella, accessibile e accogliente. C’è anche una palestra per gli adulti.
E ancora Haifa ed Eilat hanno ciascuna una spiaggia con la Bandiera Blu. Dado Beach ad Haifa vanta barche ristoranti, divani in spiaggia, connessione Wi-Fi gratuita, giardini, molta ombra, sabbia, erba e un chilometro e mezzo di passeggiata. Shchafim Beach a Eilat si trova lungo la passeggiata tra gli Hotel Dan ed Herod. La spiaggia vivace è una forte attrazione per viaggiatori internazionali e israeliani in cerca di un po’ di evasione a basso costo.


