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Bagnoli, il più grande scandalo ambientale

“Ma che occasione ma che affare, vendo Bagnoli chi la vuol comprare, colline verdi mare blu, avanti chi offre di più”. Era il 1989 quando Edoardo Bennato già scandiva la rabbia dei napoletani contro i fumi dell’ILVA-Italsider, cantando “Vendo Bagnoli”, dall’album “Abbi dubbi”. “Giù il fumo, le acciaierie, su le decisioni”, cantava l’architetto rockettaro. E le decisioni arrivarono, dopo quasi trent’anni di immobilismo, grazie al governo Renzi.

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Un rendering del progetto

La più grande opera di recupero ambientale della storia italiana è stata presentata dal primo ministro nel corso della cabina di regia su Bagnoli, in prefettura a Napoli: sul tavolo 272milioni per i lavori di bonifica, così suddivisi, 162milioni per i terreni, 48milioni per il litorale, 59milioni per il mare.

Il presidente del Consiglio ha dettato anche lo scadenzario della bonifica dell’acciaieria ILVA-Italsider chiusa nel ’92: inizio dei lavori il 15 maggio prossimo dopo la fine della Conferenza dei Servizi, che inizia il 14 aprile, quindi a gennaio 2017 si procederà con la rigenerazione dell’intera area e alla fine dell’anno che verrà, si darà il via alle infrastrutture. La conclusione della bonifica di Bagnoli «è prevista entro il 2019», ha spiegato Renzi, «eliminiamo la colmata. Eliminiamo cioè il più grande scandalo ambientale, bonificando 230 ettari e rimuovendo 2milioni di metri cubi tra colmata e mare di rifiuti lasciati per anni in condizioni atroci».

La gara sarà europea e la procedura si potrà verificare in ogni momento su tutti gli strumenti di comunicazione, telematica e non e i napoletani saranno chiamati a decidere, ha assicurato il premier.

Balneolis, il nome del quartiere deriva con molta probabilità dalla presenza di zone termali – sono note le Terme di Agnano che risalgono ai tempi dei romani – alle pendici della collina di Posillipo e a ridosso del golfo di Pozzuoli, “colline verdi mare blu”, è stata la più bella zona paesaggistica e turistica del capoluogo, prima di diventare la più importante zona industriale di Napoli, con l’insediamento degli stabilimenti Eternit e ILVA-Italsider. Con la crisi di quegli anni, però, nel 1985 chiude l’Eternit prima e nel 1992 l’ILVA-Italsider.

Nel 1998 il sito è inserito nell’elenco dei siti di interesse nazionale da bonificare ma queste operazioni sono limitate solo alla dismissione e all’abbattimento della maggior parte degli impianti. Sul suolo restano 7mila tonnellate di amianto a cielo aperto, nel sottosuolo un’ampia presenza di metalli pesanti (arsenico, piombo, stagno, vanadio, zinco), nelle acque sono rilevate tracce superiori alla norma di ferro, manganese e idrocarburi. Dalle analisi risulta che gli «idrocarburi policiclici (Ipa)» sono 14mila volte superiori alla norma mentre i «policiclici aromatici (Pcb)» sono 1.474 volte maggiori del consentito.

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Una foto dall’alto di come è oggi l’area di Bagnoli da bonificare

La Procura della Repubblica di Napoli accoglie, così, la tesi del disastro ambientale e ad aprile del 2013 dispone il sequestro delle aree dell’ex Italsider e dell’ex Eternit e indaga su ventuno persone tra politici, manager pubblici, alti funzionari di Stato e dirigenti di Bagnolifutura. La bonifica di Bagnoli, costata 107milioni di euro, per un intervento di messa in sicurezza della zona «solo virtualmente effettuata – scrivono gli inquirenti – ha permesso la miscelazione di pericolosi inquinanti… e avrebbe aggravato la già difficile situazione ambientale».

L’inchiesta ha rischiato di far naufragare la Coppa America di vela. Il sindaco Luigi de Magistris, da Plymouth, annuncia che Napoli ospiterà le regate preliminari. Ma il sito che avrebbe dovuto accogliere l’evento era proprio quello investigato. Il Public Event Village sarà inaugurato nell’aprile 2012, nella Villa Comunale sul lungomare del capoluogo pertenopeo.

Intrighi burocratici, amministrativi, finanziari e politici tra enti locali, governo centrale e liberi imprenditori non hanno consentito, fino a oggi, di avviare i lavori di bonifica e di ricostruzione di Bagnoli

«La bonifica di Bagnoli è una cosa enorme – ha commentato il presidente del Consiglio nel corso del forum tenuto alla redazione del MattinoDa sola vale come la rimozione di undici ecomostri. Qualcuno racconta che noi stiamo mettendo le mani chissà su cosa. Parla di cementificazione. Noi, invece, il cemento lo andiamo a togliere. Eliminiamo la colmata a mare. Quanto costa? Servono più di 200 milioni per l’intera operazione».

Per non parlare delle intrusioni della camorra. «La parola camorra non deve entrare nel capitolo Bagnoli – ha avvertito Renzi -. Napoli è più forte della criminalità».

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