Bababoom festival, non solo musica: reggae, ambiente e pace

Peace through music. La pace attraverso la musica. E si respirava davvero una serenità fuori dall’ordinario nell’area di Marina Palmense. Tra il 13 e il 20 luglio la frazione di Fermo ha ospitato l’edizione 2019 del Bababoom festival.

Una rassegna a base di reggae, dub e dancehall, con uno sguardo rivolto anche alla sostenibilità ambientale e al sociale.

Bababoom festival: la questione Tap

Dancehall al Bababoom
Dancehall al Bababoom

E sul palco principale è salito anche il grido ‘No Tap’ made in Salento. A portarlo è stato Treble Lu professore, nome d’arte di Antonio Petrachi, ex componente dei Sud Sound System. Nella sua esibizione con The Dangeroots ha infatti riproposto il brano che da cinque anni lo rende un testimonial musicale della battaglia ambientalista.

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“Lu Salento non vuole la Tap”. È questo il ritornello della canzone reggae a sostegno di chi lotta contro la possibilità di localizzare a San Foca di Melendugno (Lecce) l’approdo dell’infrastruttura che porterà in Italia il gas dell’Azerbaijan. “Né mo’ e né mai, né quai e né drai” (“né ora e né mai, né qui e né lì”), canta. “Inganni la gente nostra e dici che è l’occasione migliore che c’è ma la ragione di un potente non è un trucco per quelli come me”. E ancora, ha ribadito dal main stage: “Questa è una situazione incredibile, vedere l’assalto nelle campagne sulle nostre madri, sui nostri fratelli, sui bambini. E la colpa è di chi vuole difendere il proprio territorio”.

Bababoom festival: il festival e l’ambiente

Immagini dal Bababoom festival
Immagini dal Bababoom festival

Un messaggio lanciato nell’ambito di un festival che fa del rispetto dell’ambiente una delle sue forze. Sin dalla prima edizione del 2012 l’associazione culturale Bababoom è apparsa molto legata e attenta alla salvaguarda dell’ambiente e ai luoghi che ospitano la manifestazione. “Molti di noi – spiegavano sin dalla prima edizione i promotori – sono cresciuti in quel lungomare di conseguenza, vari gli accorgimenti che stiamo studiando per rendere il festival più eco-sostenibile possibile”.

Tra queste iniziative, la raccolta differenziata obbligatoria attrezzando bidoni in varie aree della zona, la ristorazione ecologica – con gran varietà di punti di ristorazione tipica, biologica, etnica e organica -, l’idea di prodotti etnici, artigianali e locali, privilegiando il consumo di prodotti e infrastrutture locali in tutti i settori, dai generi alimentari ai materiali di costruzione.

Volti dal Bababoom festival
Volti dal Bababoom festival

E ancora, il ricavato proveniente dal parcheggio del festival investito in azioni che hanno come obiettivo la compensazione delle emissioni di Co2 causate dall’evento. Nell’area del festival niente veicoli a motore – solo biciclette e veicoli elettrici -, con poi una particolare attenzione a lasciare pulita la striscia di lungomare che costeggia l’area del festival.

Bababoom festival: la Banda di Montepacini

Non è mancato, poi, l’aspetto legato al sociale. Particolarmente emozionante l’esibizione sul palco della “Banda di Montepacini”, diretta da Marcelo Barissani con le ragazze e i ragazzi dello Centro socio educativo riabilitativo “Montepacini”, che propone anche una fattoria sociale per promuovere l’agricoltura sociale per l’inclusione di disabili, migranti, persone svantaggiate e giovani che intendono tornare a lavorare la terra.

(foto di Silvio Del Grosso)

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