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Aziende “sostenibili”, perciò da sostenere

Il marketing del buon senso. Una questione di ambiente, di risparmio, ma anche d’immagine. Puntare sull’energia rinnovabile può essere un buon modo per gestire le proprie risorse e per aiutare il pianeta, ma anche un ottimo biglietto da visita con cui presentarsi ai propri clienti. Lo hanno capito in Confindustria a Pesaro-Urbino, dove dai primi di marzo hanno fatto partire il progetto Confindustria ECO per la certificazione delle aziende più virtuose in campo ambientale.

<p>Il presidente di Confindustria Pesaro-Urbino, Andrea Ugolini</p>

Il presidente di Confindustria Pesaro-Urbino, Andrea Ugolini

 Un’idea che, come afferma il presidente Andrea Ugolini, «apre un fronte di responsabilità sociale, necessario per i clienti più attenti alle questioni ambientali». Anche perchè, come sottolinea il responsabile dell’iniziativa Andrea Baroni, «l’energia è un valore prezioso da comunicare. Tanto più lo è: acquistarla in modo intelligente, consumarla in modo efficiente e, perchè no, produrla. Sono risultati utili a livello sociale».

<p>Andrea Baroni, responsabile del progetto Confindustria ECO</p>

Andrea Baroni, responsabile del progetto Confindustria ECO

Nella pratica, si tratterà di un “bollino verde”. Al momento sarà dedicato alle imprese pesaresi ed anche a quelle, sempre marchigiane, dell’area del fermano e del piceno, che sin dalla prima ora hanno aderito allo spunto della capofila pesarese. Ma non si esclude l’ambizione che a confluire sul progetto siano tante altre realtà nazionali. Sarà un marchio multilivello; ad ogni passo cui le aziende si adegueranno conquisteranno un grado. Si valuteranno: il monitoraggio dei consumi e la formazione del personale interno; una diagnosi energetica dell’attività produttiva secondo il Decreto Legislativo 115/2008; un sistema di gestione dell’energia certificato secondo le norme UNI CEI EN 16001 e, infine, l’autoproduzione al 20% da fonte rinnovabile (oppure un’analoga riduzione dei consumi).
L’esperienza nasce dal ramo confindustriale del Consorzio Energia Pesaro-Urbino.

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Dieci anni di brokeraggio e poi, nel 2009 l’accreditamento come grossista d’energia e il passaggio all’acquisto diretto. Positivi i risultati in questo primo anno: 20 milioni di euro a bilancio, previsioni oltre i 30 per il prossimo, raddoppiato il volume d’acquisti (da 130 a 280 milioni di kWh), quintuplicato il numero di aziende servite (da 50 a 250).

veduta aerea del lungomare Nazario Sauro a Pesaro

veduta aerea del lungomare Nazario Sauro a Pesaro

Aziende che devono essere affiliate a Confindustria e per cui il Consorzio, agendo al loro fianco come un partner e non come un tradizionale fornitore, garantisce un acquisto vantaggioso (si parla di un vantaggio netto medio attorno al 7-10% per imprese con consumi annui fino a 1 milione di kWh), oltre a consulenza specialistica e servizi personalizzati (analisi dei consumi, simulazioni, ipotesi di riduzione delle inefficienze…).

Tra le novità, anche l’impegno a piantare alberi ad alto fusto nel comune di ubicazione dell’azienda (o limitrofi secondo disponibilità) per conto delle imprese che compreranno energia verde a marchio RECS (venduta al sovrapprezzo di 15 centesimi contro i 20-30 di mercato). E intanto, alle porte, un piano ancor più importante: la produzione locale di energia da fonte rinnovabile fotovoltaica, con una nuova società di scopo, in partnership con UnicreditLeasing e Gruppo Maccaferri, che consenta opportunità d’investimento agli imprenditori grazie agli attuali incentivi del conto energia.

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