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Avvisi di conclusione delle indagini a vertici della Marina Militare Italiana

Notificati, dal Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Padova Sergio Dini, gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei quattordici comandanti e direttori della Marina Militare Italiana, accusati della morte e di aver causato malattie incurabili a decine di marinai, ex art. 415 bis c.p.c.. (clicca per visionare il dispositivo)

Gli indagati, è scritto nel provvedimento, avrebbero omesso di informare il personale sia imbarcato, sia in servizio a terra, dei rischi per la salute negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all’interno delle navi militari, quanto in altri ambienti frequentati dagli stessi per ragioni di servizio, oltre che di informarli dei rischi ulteriori prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo che contenevano amianto come ad es. guanti, tute e coperte ignifughe; omettevano di sottoporre e far sottoporre con regolarità i dipendenti della M.M. ai controlli sanitari relativi agli specifici rischi esistenti in ambienti di lavoro caratterizzati da notevole presenza di materiali che contenevano amianto; omettevano inoltre di curare la fornitura e di imporre a controllare l’effettivo impiego di idonei mezzi di protezione individuale; inoltre omettevano di adottare idonee misure atte ad impedire o comunque ridurre, secondo le possibilità della tecnica, il diffondersi di polveri di amianto prodotte dalle lavorazioni e/o dall’uso di dotazioni che contenevano amianto.

Le suddette mancanze degli indagati, in concorso tra loro, articoli 113, 589, 590 del Codice Penale, secondo l’accusa avrebbero cagionato la morte oppure l’insorgere di malattie asbesto-correlate nei soggetti di cui l’avviso riporta le generalità (clicca per visionare il provvedimento).

Soddisfazione dell’avvocato Ezio Bonanni, che assiste decine di vittime e di loro familiari, e dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA, annuncia Bonanni, si costituirà parte civile per sostenere le istanze di giustizia delle vittime – l’ultima in ordine di tempo il vice coordinatore nazionale del Comitato ONA Marittimi Giovanni Cuccaro, deceduto a giugno scorso – e dei loro familiari e preannuncia la chiamata in causa del ministero della Difesa e/o della Marina Militare come responsabili civili affinché rispondano, patrimonialmente, dei danni sofferti dalle vittime alcuni dei quali hanno già ottenuto il riconoscimento quali vittime del dovere.

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