Auto elettriche: Pubblica Amministrazione non ha fondi per ricarica

La Pubblica Amministrazione non riesce a acquistare auto elettriche per rinnovare il parco auto perché mancano i fondi per le stazioni di ricarica

Le auto elettriche nella Pubblica Amministrazione non decollano. Nonostante una costante campagna promozionale a favore dei veicoli ad emissione zero, gli incentivi delle case automobilistiche, le agevolazioni statali, gli sgravi fiscali e le esenzioni del bollo, la Pubblica Amministrazione continua ad andare controcorrente, non riuscendo ad incentivare l’uso e l’acquisto delle auto elettriche per il proprio parco auto.

Siamo dinanzi al solito paradosso italiano. Tra burocrazia ed iter legislativi, lo Stato non riesce a mettersi in regola.

Commissione Affari Costituzionali e Proposta di Legge

La Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha rimandato a settembre l’approvazione della Proposta di Legge che obbliga la Pubblica Amministrazione di rinnovare entro il 1° gennaio 2020 il 70% del parco auto con veicoli elettrici.

Sono stati approvati in Commissione tutti gli articoli della Proposta, tranne quello relativo alla copertura economica. Esenti da questo obbligo sono solo le forze dell’ordine e quelle armate, quelle che si occupano di emergenza e di servizi sanitari e sociali.

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Le Stazioni di Ricarica

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Il problema non è acquistare l’auto elettrica, ma è dove caricarla. Oggi, secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ci sono in Italia circa 2000 stazioni pubbliche di ricarica, mentre sono stati individuati altri 2000 punti in aree private con accesso al pubblico, che saranno realizzati senza finanziamenti statali. Entro in 2020, il Ministero intende realizzare 20mila stazioni di ricarica, a fronte di un parco auto totale stimato di circa 100mila veicoli, nell’ambito del Piano Nazionale per la Ricarica di Auto Elettriche (Pnire). Proprio in quest’ottica, nel 2015, furono stanziati 50 milioni di euro, ma ad oggi ne sono stati spesi solo 6300 euro, ovvero solo il costo della pubblicazione del bando. Sulla vicenda, la Corte dei Conti è intervenuta con decisione, denunciando il “notevole ritardo”. Intanto, quasi tutte le regioni italiane hanno presentato progetti per circa 4,5 milioni di euro.

Accordi con il Servizio Elettrico Nazionale

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Nel frattempo, sono in corso accordi con il Servizio Elettrico Nazionale per realizzare un sistema di stazioni per la ricarica su tutto il territorio nazionale che possa permettere a qualsiasi veicolo elettrico di poter effettuare una ricarica. In Puglia, il progetto PAN, Puglia Active Network, permetterà di utilizzare ed integrare anche le fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica.

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Senato: le auto blu diventano bianche

Intanto, il Senato, già da due anni, ha acquistato 4 veicoli elettrici, per uso cittadino. Rappresentano il 40% del parco auto a disposizione dei senatori per gli spostamenti istituzionali. Nei pressi di Palazzo Madama, l’ENEL ha realizzato appositamente colonnine elettriche per la ricarica veloce nel parcheggio dedicato alle vetture. Un bel messaggio per le istituzioni e per la cittadinanza, nella speranza che la Pubblica Amministrazione possa iniziare a dare finalmente il buon esempio.

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