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Auchan adotta un’oasi

Auchan ha deciso di diventare la mamma adottiva delle Oasi WWF in Italia e il 1° luglio scorso questa iniziativa è stata sancita con la prima scelta: quella dell’oasi di Vanzago, paese alle porte della grande metropoli milanese, da anni impegnata a preservare un pezzo di quella tipicità del territorio lombardo che sempre più rischia di scomparire sotto l’enorme pressione dell’attività umana.

 
<p>Uno scorcio dell'oasi di Vanzago</p>

Uno scorcio dell'oasi di Vanzago

 

<p>Fulco Pratesi e il direttore generale Auchan Spa Christian Iperti alla presentazione dell'iniziativa</p>

Fulco Pratesi e il direttore generale Auchan Spa Christian Iperti alla presentazione dell'iniziativa

«E’ un progetto concreto di sostenibilità – ha detto Christian Iperti direttore generale di Auchan Spa – che sancisce il successo della parternership con WWF». Nel concreto Auchan, che dal luglio 2009 ha “pensionato” il sacchetto di plastica consentendo così il risparmio di 1458 ton. di plastica in un anno (pari a una superficie di 45mila mq, due volte l’estensione di una regione come la Toscana), ha realizzato una special edition della borsa milleusi, disegnata da Fulco Pratesi, che sarà in commercio da inizio settembre prossimo al prezzo di 2,50 euro. Tutto il ricavato di questa operazione, da realizzarsi in tutti i 52 ipermercati Auchan, verrà così devoluto alle tredici oasi presenti sul suolo nazionale e consentirà quindi di disporre di risorse utili al loro sostentamento. Gli shopper saranno messi in vendita in appositi corner allestiti negli ipermercati e tutti i clienti che l’acquisteranno beneficeranno di un ingresso gratuito per visitare l’oasi. Così per gli abitanti della Lombardia sarà un piacere poter ammirare, ad esempio, il Bosco di Vanzago.

<p>Una delle shopper disegnate da Fulco Pratesi per Auchan</p>

Una delle shopper disegnate da Fulco Pratesi per Auchan

Quest’oasi è ciò che rimane di un’antica riserva di caccia, appartenuta nel passato remoto ai Visconti e agli Sforza diventata poi di proprietà di Ulisse Cantoni (industriale del ferro lombardo, ndr) che l’ha donata al WWF. Si tratta di 200 ettari – di cui 143 di proprietà dell’associazione – in cui si può ammirare la conformazione tipica dell’ambiente planiziale che nel corso dagli inizi del 1900 si è arricchito di corsi d’acqua grazie alla presenza della rete irrigua del canale Villoresi. Sono così presenti rilevanti specchi d’acqua la cui profondità arriva anche ai 12 metri.

<p>specie animali diverse in totale libertà nell'oasi di Vanzago</p>

specie animali diverse in totale libertà nell'oasi di Vanzago

 

 

 

 

 

 

La flora presente è quella tipica dell’ambiente padano: boschi di roveri, farnie, olmi, aceri campestri, carpini bianchi, tigli, ciliegi selvatici, castani e querce, oltre alla vegetazione del sottobosco e quella palustre, localizzata nel bacino del Lago Nuovo e del Lago Vecchio. Variegata è anche la fauna: 123 specie di uccelli, di cui 53 nidificanti. L’oasi è zona di passaggio delle specie migratorie, come l’Airone bianco, comparso per la prima volta lo scorso inverno. Molti anche i mammiferi come i caprioli, simbolo dell’oasi, le donnole, i tassi, le faine e i ghiri. L’attività dell’oasi, oltre a quella di conservazione dell’ambiente e di didattica, è concentrata anche sul recupero degli animali selvatici feriti. Vi è infatti presente una clinica veterinaria specializzata, in cui operano veterinari volontari la cui attività consente la reimmissione in natura di circa il 60-65% degli animali ospitati. Nel 2009 sono stati oltre 1.700 gli animali arrivati all’oasi e curati dagli specialisti del WWF.

Per visitare l’oasi non occorre la prenotazione, fatto salvo i gruppi o le scolaresche. Le informazioni sono allo 02/9341761; email: boscovanzago@wwf.it.

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