Attacco all’ENI nell’Africa del Petrolio

Un oleodotto gestito dall’ ENI, tramite la NAOC (Nigerian Agip Oil Company), è stato fatto esplodere nel Delta del Niger la notte del 7 dicembre scorso. A dirlo è un membro della comunità in cui è avvenuto l’attacco, Williams Welemu.

I giovani di Igbomo Toru «hanno fatto saltare in aria» l’oleodotto per protestare contro l’assegnazione dell’appalto sulla sicurezza dell’impianto ad un ex presunto militante. Gli aggressori chiedono che la società «assuma giovani locali».

Inoltre, spiega Welemu, «Un ex presunto militante di un’altra comunità che ha un problema con la nostra comunità è stato assunto per proteggere l’oleodotto». Di recente altri due oleodotti dell’Eni, gestiti dalla Naoc, erano stati fatti esplodere a Gbaran e Logosgene nello stato di Bayelsa. La società non ha rilasciato dichiarazioni sui danni prodotti dagli attacchi e sull’eventuale riduzione della produzione.

Spesso l’Eni è stata accusata dai gruppi militanti di corrompere i capi delle delle comunità locali e i gruppi armati non politicizzati per ottenere protezione ed evitare attacchi agli impianti invece di cercare una soluzione al problema delle perdite e alla povertà delle comunità dove la società italiana opera. La protesta non si ferma anche per l’inquinamento provocato dalle continue perdite dell’oleodotto in quella che è la più grande e ricca regione petrolifera dell’Africa.

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