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“Asbestos: Still Legal and Lethal in the USA”

Nel 2003, dopo aver sofferto per nove mesi i sintomi e dopo molteplici visite mediche, a mio marito, Alan Reinstein, è stato diagnosticato un mesotelioma mortale. All’epoca, non avevo mai sentito parlare prima di quella malattia e come la maggior parte degli americani, pensavo che l’amianto fosse stato dichiarato illegale da molto tempo negli Stati Uniti. Putroppo mi sbagliavo.

Alan Reinstein

Ho trasformato il mio profondo dolore e la mia rabbia causati dalla diagnosi del mesotelioma di Alan in azione, fondando l’ADAO (Asbestos Disease Awareness Organization – Organizzazione per la Consapevolezza delle Malattie causate dall’Amianto). A causa di un’esposizione all’amianto, Alan è morto tre anni più tardi accanto a me e a nostra figlia allora tredicenne. Quasi un decennio dopo la diagnosi di Alan, i principi cardini dell’ADAO sono rimasti inalterati: educazione, supporto e solidarietà.

Negli Stati Uniti, più di 10mila americani muoiono ogni anno a causa di malattie asbesto-correlate. Il 25% di queste morti è causato da mesotelioma. I fatti sono inconfutabili: l’amianto è un noto cancerogeno umano and non vi è un alcun livello sicuro di esposizione ad esso. Negli anni ’70, diverse leggi riguardanti la salute pubblica sono state emanate; nonostante ciò, da allora, pochi passi verso il divieto d’uso dell’amianto sono stati compiuti negli Stati Uniti.

Nel 1989, l’Ente Nazionale per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (United States Environmental Protection Agency) ha emanato una norma decisiva per il divieto della maggior parte dei prodotti contenenti amianto. Tuttavia, nel 1991, questa norma è stata invalidata dal Quinto Circolo della Corte d’Appello di New Orleans (Fifth Circuit Court of Appeals in New Orleans). Attualmente, gli unici tre prodotti proibiti che contengono amianto sono: isolante per pavimenti, isolante per pareti e carte per l’edilizia. L’ultimo intervento fatto dal governo federale per proteggere il popolo americano dall’esposizione all’amianto è stato una dichiarazione sui pericoli che quest’ultimo comporta, da parte del ministro della Salute americano (Surgeon General).

All’insaputa di molti americani, gli Stati Uniti continuano a far uso di amianto. L’Istituto Americano di Geofisica (USGS) ha stabilito che all’interno degli Stati Uniti l’impiego di amianto nel 2001 è aumentato del 13%, e 140 tonnellate di crisotilo sono state importate e stoccate negli USA per un utilizzo futuro. L’impiego di amianto negli Stati Uniti è stato stimato quasi intorno alle 2.000 tonnellate. I prodotti da costruzione rappresentano il 60% dell’intero consumo degli USA e il cloro-soda all’incirca il 35%.

Incommensurabile è il danno causato dall’uso di amianto all’interno degli Stati Uniti. L’11 settembre del 2001, quasi 3.000 persone persero la vita a causa degli attentati terroristici, ma il numero dei morti continua a crescere. Nel momento in cui crollarono le Torri Gemelle, detriti derivanti da materiale edilizio coprirono tutta la zona di Lower Manhattan, esponendo migliaia di altre persone ad agenti cancerogeni tristemente noti, tra cui vi erano oltre 2.000 tonnellate di amianto. Tuttora, residenti della zona e lavoratori dei servizi d’emergenza continuano a morire di tumori legati all’esposizione all’amianto subita l’11 settembre.

E l’esposizione ambientale, lavorativa e privata continua ancoraMalattie causate dall’amianto, contratte sul posto di lavoro non sono casuali. C’è differenza tra un operaio che cade da un’impalcatura e tra un lavoratore esposto ai rischi dell’amianto. Gli operai impiegati per la manutenzione delle gallerie che scorrono sotto la superficie della capitale Washington D.C., sono rimasti esposti all’amianto a lungo tempo subendone le conseguenze. Infatti, la polvere d’amianto era così spessa che il sovrintendente ai lavori era in grado di scrivere il proprio nome sulle tubature. Questo è un tragico esempio di violazione dei diritti dei lavoratori. Nonostante il governo federale abbia emanato multiple citazioni, gli operai hanno continuato ad essere esposti all’amianto.

Nel Maggio del 2010, il presidente del Comitato Tumori Americano ha pubblicato un’importante relazione di duecento pagine intitolato “Riduzione dei rischi di cancro per cause ambientali: cosa bisogna fare” (Reducing Environmental Cancer Risk: What We Can Do Now). Il Comitato ha stabilito che “operai impiegati nel settore edilizio hanno undici volte più probabilità di contrarre il mesotelioma, causato dall’esposizione all’amianto sul posto di lavoro”. Tumori contratti sul posto di lavoro sono sempre più alla ribalta sui quotidiani.

Disastri ambientali, causati o no dall’uomo, espongono il popolo americano all’amianto. I primi soccorritori e residenti furono esposti al pericolo dell’amianto, sia in occasione della distruzione e ri-pulizia in seguito all’uragano Sandy, sia quando la città di Joplin, nello stato del Missouri, fu colpita da un tornado. Infatti, furono rimosse 2.600 tonnellate di amianto dalla sola città di Joplin. La miniera “WR Grace Vermiculite” di Libby, nel Montana, è stata la causa di un alto prezzo economico ma soprattutto di vite umane. Quasi due terzi degli abitanti della cittadina ha sofferto o è morta per colpa dell’amianto e il governo ha speso più di 450milioni di dollari per risanare la zona dall’inquinamento tossico.

L’obiettivo principale della fondazione ADAO è la sensibilizzazione del pubblico. Grazie al fatto che circa il 90% della popolazione mondiale abbia accesso alla rete informatica, ADAO si adopera tramite la pubblicazione online di dati e informazioni riguardanti, appunto, la sensibilizzazione del pubblico. La prevenzione dell’esposizione all’amianto è particolarmente difficile a causa della microscopica dimensione delle fibre di amianto, dell’errata visione dell’uso sicuro dell’amianto e del lungo periodo di latenza delle malattie. ADAO mostra liberamente immagini che mostrano 20mila fibre di amianto a confronto con un chicco di riso o di un capello umano. ADAO inoltre condivide in tutto il mondo immagini che mostrano come identificare l’amianto in casa.

Il dolore sprona l’azione. Vi sono solamente due modi per bloccare le malattie mortali legate all’amianto: prevenzione e cura. È doloroso vedere con quale lentezza si muovono i legislatori per porre fine ad uno dei più grandi disastri creati dall’uomo. ADAO è impegnata nel prevenire l’esposizione ambientale, occupazionale e privata. Come afferma la relazione dell’Associazione Internazionale della Sicurezza Sociale del 2011, il rapporto sul potenziale “spesa-beneficio” per gli investimenti in campo preventivo potrebbe essere pari ad 1:2,2  e forse anche maggiore in alcuni casi.


La cooperazione per la prevenzione è fondamentale
. La pagina online “Condividi la tua esperienza”, dell’ ADAO, è in continua espansione. Pazienti e familiari di tutto il mondo condividono volentieri le proprie storie riguardanti diagnosi, cure mediche e, nella maggior parte dei casi, la morte. Questo processo di catarsi, rafforza i legami di cooperazione della comunità e indubbiamente influenza le politiche governative.

Dal 22 al 24 marzo prossimi, l’ADAO terrà a Washinton D.C. la Nona Conferenza Annuale Internazionale sulla Sensibilizzazione al Problema dell’Amianto (9th Annual International Asbestos Awareness Conference), durante la quale medici, scienziati, esperti, avvocati, pazienti e relativi familiari discuteranno delle “Nuove Tendenze e Tecniche di Prevenzione e Trattamenti delle Malattie Legate all’Amianto”.

Linda Reinstein

 (Linda Reinstein ha co-fondato l’organizzazione no-profit ADAO (Asbestos Disease Awareness Organization – Organizzazione per la Consapevolezza delle Malattie causate dall’Amianto) nel 2004, in seguito alla diagnosi a suo marito Alan di un mesotelioma causato dall’esposizione all’amianto. Dopo la morte di Alan nel 2006, la signora Reinstein continua a rivestire la carica di presidente dell’ADAO, facendo da testimonial principale per la campagna di sensibilizzazione mondiale e da supporto alle comunità e alle loro iniziative. Riconosciuta come esperta con più di 35 anni di attività no-profit alle spalle nel costruire e fare da supporto alla comunità, Linda Reinstein sviluppa e realizza tuttora campagne mediatiche per sensibilizzare il pubblico riguardo i pericoli dell’esposizione all’amianto e, inoltre, si presta come portavoce dell’ADAO difronte a organi governativi sia nazionali, sia internazionali, come il Congresso degli Stati Uniti e le Nazioni Unite.)

Traduzione in italiano a cura di Guido De Mola

 

 

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