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Artigianato, un patrimonio da tutelare e sviluppare

Bisogna fare artigianato di qualità, forti della tradizione e della storia del made in Italy e con uno sguardo rivolto verso l’innovazione ed il design. Se se nella neonata Italia unita di 150 anni fa c’erano più artigiani che impiegati dell’amministrazione pubblica, con gli anni il rapporto è cambiato. Per questo, la  57^ Giornata dell’Artigianato ha voluto fare riferimento ad un patrimonio di conoscenza dei “maestri” come nuovo patto per il rilancio di tutte le imprese pugliesi e proprio da Bari ha proposto l’apertura di scuole di artigianato per la moda e per la meccanica. Il segretario nazionale di Confartigianato, Cesare Fumagalli, parla ad Ambient&ambienti  e si sofferma sul rapporto tra artigianato ed ambiente.

Il segretario nazionale della Confartigianato Cesare Fumagalli

Tradizione e modernità: come si pone oggi l’artigianato?
«Proprio partendo dai 150 anni dell’Unità d’Italia, volevo ricordare qualche dato significativo del cambiamento storico. Nel 1861 avevamo circa 4 dipendenti pubblici ogni 100 artigiani. Oggi siamo a 159 dipendenti della pubblica amministrazione ogni 100 artigiani. Questo dato al Sud è drammaticamente ingigantito».
Si può parlare di un artigianato in rapporto con l’ambiente?
«I nostri artigiani stanno tutti nei comuni, città e paesi. Per noi è rilevante che le imprese stiano sul territorio italiano. L’artigianato e le piccole imprese italiane rappresentano una miriade di soggetti economici che fanno impresa sul territorio, non conoscono la delocalizzazione perché sono imprese artigiane e si trovano in ognuno degli 8 mila comuni italiani. Abbiamo zone d’Italia con forti comunità imprenditoriali. Questo significa che per la piccola impresa  non rappresenta uno sforzo convivere con l’ambiente . Nell’ambiente vivono imprese, famiglie e collaboratori degli artigiani. Un’altra connotazione è pensare all’ambiente attraverso il Sistri (il sistema di tracciabilità che registra per via telematica lo smaltimento dei rifiuti, n.d.r.) e vuol dire che è un pezzo di “drammatica” burocrazia che s’inserisce nel rapporto tra impresa e territorio, finora vissuto in maniera molto più snella».

Oggi il rapporto pubblici dipendenti/ artigiani è di 159 a 100. nel 1861 era di 4 a 100

Esiste o ci sarà un artigianato sostenibile?
«Credo che per definizione l’artigianato sia sostenibile rispetto ad altre forme d’impresa che vedono gli investitori che stanno magari dall’altra parte del mondo. Nell’artigianato capitale, imprenditore e lavoratore spesso coincidono e stanno spesso nello stesso luogo».

In che modo è possibile fare artigianato? Ci sono nuovi materiali?
«Ci sono straordinari esempi del made in Italy che continuano a fare export nel mondo. Per fortuna l’artigianato non si è mai fermato, conosce straordinarie evoluzioni ed oggi nella forma d’impresa artigiana si trovano innovazione, design, qualità».

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