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Arresti all’ILVA di Taranto

Arrestate dalla Guardia di Finanza di Taranto sette persone tra vertici e amministratori dello stabilimento ILVA S.p.a.  di Taranto e dipendenti di Pubbliche amministrazioni. A carico dell’associazione per delinquere, i reati ipotizzati di disastro ambientale aggravato; omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro; avvelenamento di acque e sostanze alimentari; concussione e corruzione in atti giudiziari.

Si è conclusa così l’operazione “Envinronment sold out”, avviata nel gennaio 2010, con  l’arresto, oggi, dell’amministratore delegato, dell’ex direttore e dell’ex responsabile delle relazioni esterne dell’ILVA S.p.a., condotti alla casa circondariale di Taranto, mentre il presidente della holding che controlla la società e un consulente, professore universitario, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Secondo gli inquirenti, a causa della loro condotta illecita, gli indagati avrebbero causato l’emissione nell’aria e negli ambienti vicini allo stabilimento di sostanze nocive come il benzo(a)pirene, diossine, metalli e polveri sottili, causando un pericolo gravissimo per la salute pubblica e dei lavoratori dello stesso stabilimento, contaminazione di terreni e delle acque dove insistono numerose aziende agricole locali, con la conseguente necessità di procedere all’abbattimento di numerosi capi di bestiame destinati al consumo umano.

Inoltre, nei confronti dell’azienda è in corso di esecuzione il sequestro preventivo di prodotti finiti e/o semilavorati destinati alla vendita oppure al trasferimento in altri stabilimenti del gruppo industriale, con contestuale notifica di “informazione di garanzia” nei confronti degli attuali direttore dello stabilimento e presidente del consiglio di amministrazione.

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