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ARPA, La salute prima di tutto

Sono due le iniziative tese a valutare il livello di inquinamento dell’area jonico salentina ed a  testare gli sviluppi sulla salute degli inquinanti immessi nell’aria che l’ARPA Puglia ha presentato oggi.

Il Sistema modellistico previsionale – Parte da oggi il primo dei due rilevamenti tutti speciali targati ARPA Puglia, che così si dota di un sistema modellistico previsionale in grado di produrre giornalmente, per il giorno corrente ed i due successivi, i dati di inquinamento dei principali inquinanti.

Basterà accedere a questo  link  e si potranno visualizzare selezionando l’area di interesse “Puglia” o “Taranto”:

• la velocità e direzione del vento ora per ora,

• le mappe di concentrazione al suolo dei valori medi e massimi giornalieri per l’ozono (O3), il

biossido di azoto (NO2)  il biossido di zolfo (SO2), le polveri sottili (PM10)

• le mappe di concentrazione al suolo dei valori massimi giornalieri calcolati come media su 8

ore per l’ozono (O3) e il monossido di carbonio (CO).

Il sistema permetterà di visualizzare sia i 3 giorni di previsione sia l’inquinante scelto.  In questo modo si potrà avere un’informazione completa dello stato della qualità dell’aria per il giorno in corso e per i due successivi sull’area selezionata.

Esempio di mappe del sistema previsionale Arpa Puglia-

Esempio di mappe del sistema previsionale Arpa Puglia-

Il cuore del sistema modellistico previsionale, implementato da Arianet S.r.l. e gestito dal Centro Regionale Aria (CRA) di Arpa Puglia, è il FARM (Flexible Air quality Regional Model), un modello tridimensionale in grado di simulare il trasporto, la dispersione, le trasformazioni chimiche e la deposizione di inquinanti. Il modello è alimentato giornalmente con i dati delle emissioni in aria, forniti da ARPA  e ISPRA, con le previsioni meteorologiche, fornite dal Servizio Agenti Fisici della Direzione Scientifica di Arpa Puglia, e con le previsioni di qualità dell’aria, acquisite dal sistema modellistico fotochimico nazionale Quale Aria.

Il Progetto jonico-salentino – Quanto alla  presentazione del Progetto jonico salentino, si tratta di un’importante iniziativa di ricerca promossa dal Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia, che ha l’obiettivo di identificare i profili di rischio dei cittadini della macro area Jonico‐Salentina in funzione della loro esposizione “attuale” a tutte le possibili sorgenti inquinanti. Il progetto coinvolge oltre ad ARPA, Ares e ASL, le Università e i Centri di Ricerca pugliese, l’ISS e l’Università di Milano, e prende spunto dal fatto che le attività industriali presenti nelle aree di Taranto e Brindisi, gli elevati livelli di inquinanti misurati negli anni nei pressi delle fabbriche dove vivono molte persone, nonché i dati epidemiologici, mostrano eccessi di mortalità e di incidenza di patologie potenzialmente associate a fattori di rischio ambientali, che hanno innalzato nelle comunità locali la percezione del rischio per la salute.  Si tratta dunque di un progetto straordinario di ricerca che proprio per questo considera nelle ricadute anche la provincia di Lecce, dove il livello di percezione del rischio ha determinato l’interessamento diretto di soggetti istituzionali.

Saranno oggetto della valutazione le esposizioni ambientali derivanti dalle fonti industriali, dalla combustione di biomasse, dal traffico stradale, navale e aeroportuale, e di origine naturale (radon). Le componenti che verranno prese in considerazione saranno dunque l’inquinamento atmosferico, la rumorosità ambientale, e la  contaminazione indoor da radon.

Gli esiti sanitari che saranno considerati sono:

1) quelli legati alla salute materno‐infantile (indicatori di salute riproduttiva e di salute nei primi anni di vita, incluso lo sviluppo cognitivo e le malformazioni neonatali);

2) le patologie respiratorie e cardio‐vascolari acute e croniche in età adulta.

Parallelamente a questo studio, sarà condotto un approfondimento sulla salute materno‐infantile monitorando gli ambienti, lo stile di vita e l’esposizione di bambini di età scolare nella città di Taranto, integrando un analogo studio ed estendendolo alla provincia di Lecce alla città di Brindisi. Lo studio permetterà, pertanto, di dare una risposta sulla esistenza o meno di condizioni di rischio sanitario inaccettabile per i cittadini delle 3 province, anche in considerazione dei preoccupati dati sanitari che confermano ancora un eccesso di rischio di tumori polmonari nella provincia di Lecce.

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