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Aria pulita a scuola

La scuola italiana, tra tagli all’organico ed edifici da mettere in sicurezza, è un po’ asmatica al momento. Nelle aule ragazzi ed insegnanti, secondo quanto documenta questo libro, respirano una vera e propria “epidemia” da aria inquinata, inquinata da sostanze tossiche proveninte dall’esterno come il Pm10, ma anche quelle rilasciate nell’ambiente da arredi, materiali da costruzione, detersivi. Che si aggiungono, neanche a farlo apposta, a polvere, acari e muffe. Il dato recita che un alunno su quattro soffre di malattie allergiche e respiratorie. L’asma è al primo posto tra i motivi di assenza scolastica.

In questo volume l’autrice – che per la C.E Terre di Mezzo ha già seguito questo ideale filone con testi come Casa tossica e Vestiti che fanno male – scrive anche ciò che detta la legge a riguardo, è vero. Se si applicassero norme, direttive, linee guida e chi più ne ha più ne metta, tra cui importanti decreti sulla sicurezza (la famosa 626 del 1994 il successivo D.Lgs 81 del 2008), «si seguirebbero lezioni in una specie di paradiso» ironizza. Peccato solo che in quanto ad illuminazione, rumorosità, temperatura e umidità, solo per citarne alcuni, a volte tutti questi dettami restino lettera morta (compresi i coefficienti di ricambio di aria esterna scaglionati per ambienti e ordini di grado). Insomma, la puzza delle palestre in linoleum o le zaffate di vero sudore all’ingresso di alcune aule al cambio di classe non sono ricordi troppo distanti da ognuno di noi parrebbe. E forse li ricorda anche chi ha stilato il recente accordo in materia, datato gennaio 2011, tra Governo ed Enti Locali.

Si può sempre sperar bene. Ma, nel frattempo, la “Sindrome da Edificio Malato” qualche preoccupazione potrebbe destarla, se è vero che fonti Codacons nel 2010 hanno svelato sovraffollamenti nelle classi un po’ dappertutto e Cittadinanzattiva ha dichiarato nel 2009 che solo una scuola su quattro possedeva le necessarie certificazioni igienico-sanitarie. Non bastasse, da un progetto del Ministero dell’Ambiente si viene a sapere che il 17% degli edifici scolastici italiani sorge in aree di traffico pesante. E l’Istat fa il conto di una popolazione di quasi 51mila insegnanti e oltre 6 milioni di alunni tra asili, elementari e medie inferiori che convivono dalle 4 alle 8 ore al giorno in 307mila aule.

Dall’ammoniaca per lavare i pavimenti al poliuretano per realizzare controsoffitti, qui non si salva nessuno. Fumo, polveri sottili, arredi in formaldeide, intonaci scrostati, campi elettromagnetici e radon, l’autrice chiama all’appello pure l’amianto (e si sa che è presente): per il Miur lo è in almeno 2.400 istituti. Ben vengano dunque – si scrive – le lavagne interattive multimediali (famose Lim), utili accorgimenti dal prontuario di Federasma, l’impiego delle cosiddette “piante-spazzine” oppure l’esempio ligure per un contratto in materia di pulizie scolastiche. Vogliamo una scuola sana, dentro.

Rita Dalla Rosa, Aria pulita a scuola. Come difendere i nostri figli (e gli insegnanti) dall’inquinamento dentro le aule, Terre di Mezzo Editore, pp. 106, euro 12

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