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Aria “di casa mia”

La metropolitana presenta alte concentrazioni di emissioni tossiche

La metropolitana presenta alte concentrazioni di emissioni tossiche

Con l’Accordo siglato nel settembre 2001 tra Regioni, Province autonome e Ministero della Salute – seguito all’istituzione di una Commissione Nazionale nel 1991 e nel 1998 ad un primo Piano di Prevenzione – vengono tracciate in Italia le linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli “ambiente indoor”, espressione riferita agli ambienti confinati di vita e di lavoro non industriali, in particolare quelli adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto. Aree eterogenee e sorgenti emissive con caratteristiche molto diverse che hanno portato il Parlamento Europeo ad un’ampia strategia in proposito (Settimo Programma Quadro), poiché si stima che la popolazione europea trascorra qui il 95-97% del proprio tempo.

Mica bello andare in metrò – Tra gli ambienti indoor adibiti al trasporto, la metropolitana ha caratteristiche uniche e una concentrazione di inquinanti significativamente alta di materiale particolato (PM). I risultati degli studi diffusi dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale hanno sottolineato concentrazioni indoor superiori all‘outdoor e livelli di particolato maggiori, con un notevole arricchimento di metalli pesanti (ad esempio il ferro, responsabile di una maggior genotossicità), con una maggiore evidenza in banchina o all’interno dei treni, a seconda del tipo di ventilazione, filtraggio e ricambio dell’aria adottato.

Scuole sotto controllo – Una particolare attenzione va all’edilizia scolastica, dove una categoria tra le più sensibili agli agenti inquinanti, come quella dei bambini, passa buona parte della giornata. Lì, non solo le sostanze esterne possono entrare, ma vi sono composti rilasciati da mobili e vernici, sostanze per la pulizia. Inoltre – a favorire la concentrazione di inquinanti chimici volatili, allergeni, acari e muffe – intervengono umidità, cattiva ventilazione, temperature elevate. Il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari ha di recente esaminato in tal senso 8 istituti in città, poi gerarchizzati in relazione ai livelli di pericolosità per la salute.

Sapevare che…? – Consorzio di Ricerca CORAM e CNR hanno inoltre evidenziato come, oltre alle sorgenti classiche di inquinamento atmosferico (traffico, industrie…), l’esposizione agli inquinanti avvenga anche da sorgenti poco investigate o addirittura ignorate. Alcune delle quali riconducibili alle capacità di ad-sorbimento e di de-sorbimento delle superfici. Alcune superfici sono ad esempio molto attive nel trasformare l’inquinante Biossido di Azoto nel più tossico Acido Nitroso, mentre alcuni tessuti ad-sorbono Benzene nell’ambiente esterno, de-sorbendolo nel tempo.

Fondamentale il ruolo svolto dalla manutenzione periodica degli impianti termici delle civili abitazioni, non solo sulla riduzione dei consumi energetici quanto anche sulla riduzione delle emissioni in atmosfera. Tra gli studi mostrati durante le conferenze sul tema, anche la presenza di IPA, Idrocarburi Policiclici Aromatici, nel laboratorio di un panificio della provincia di Bari dotato di due forni, uno a gas ed uno a legna.

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