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Aree protette: gli ecosistemi “servono” la nostra società

«Un percorso condiviso, per rafforzare il sistema delle aree protette in Emilia Romagna»: a chiederlo sono Wwf, Italia Nostra e Lipu, dopo sei mesi dalla proposta avanzata dalla Regione sul riordino dei parchi e dalla modifica della legge regionale n. 6/2005. Partendo da questo caso le associazioni fanno poi sapere: «Siamo favorevoli a un riordino dell’attuale sistema di gestione delle aree protette reso indispensabile dal fatto che, dopo il 31 dicembre 2011, si avrà l’esclusione dei consorzi dalla gestione dei parchi naturali regionali, in base al decreto “Milleproroghe”». Gli ambientalisti tengono poi a precisare che «La nuova gestione delle aree protette regionali dovrebbe essere il più possibile unitaria e gestita dal più alto livello istituzionale, ossia dalla Regione». L’ambiente si presenta oggi più compromesso con fattori di minaccia in costante aumento: un processo di cui non si può non tener conto mentre la congiuntura economica non può essere l’alibi per non agire. Questo, in sintesi, il pensiero congiunto delle associazioni che rammentano infine: «Quando si parla di “redditività” delle aree protette, si dovrebbe tenere conto di tutti i servizi che gli ecosistemi assicurano alla nostra società: biodiversità, paesaggio, equilibrio ecologico, miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua. Si tratta, dunque, di “beni comuni” con un valore economico che rischiamo di perdere per sempre se non li sapremo tutelare».

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