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Aree PIP, si cambia pagina

Senza un’adeguata rete stradale che li colleghi al sistema di trasporti nazionale;  senza un’oculata gestione dei costi di impianto e manutenzione; senza il supporto di un’efficiente rete tecnologica e di strutture che agevolino nei lavoratori – o meglio, nelle lavoratrici –  la conciliazione tra i ritmi lavorativi e quelli familiari; senza tutto questo e altro, gli insediamenti produttivi del prossimo futuro sono destinati a restare le cattedrali nel deserto di cui si parlava quarant’anni fa, anzi (viste le dimensioni della maggior parte dei centri pugliesi) piccole abbazie non in grado di costituire una rete dei tessuti produttivi. Per questo, nella logica dell’integrazione col tessuto socioeconomico circostante, e nella convinzione che il lavoro in fabbrica va vissuto non come un vincolo ma come un’opportunità, la Regione Puglia ha emanato il bando Iniziative per le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi – Aree PIP, con scadenza al 30 ottobre. Saranno gli Enti Locali e i Consorzi ASI ad avvantaggiarsi di questi interventi, calibrati su due tipologie, a seconda che la superficie occupata dalle aziende sia inferiore, pari o superiore al 75% dell’intero insediamento produttivo.

Bari: veduta della zona industriale

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Come indica lo stesso bando che mette a disposizione 60 milioni di Euro equamente distribuiti tra aree esistenti e nuove aree – gli interventi riguardano “la realizzazione, l’ammodernamento e/o la rifunzionalizzazione delle infrastrutture esistenti, la realizzazione di reti tecnologiche (energetiche, per la fornitura di acqua industriale, infrastrutture per la sicurezza e/o ICT), il  completamento infrastrutturale dell’intera area, il miglioramento delle condizioni di accessibilità degli agglomerati per gli insediamenti produttivi alle reti di trasporto nazionali, la realizzazione servizi e infrastrutture per la conciliazione (nidi, centri diurni per l’infanzia, mense, ecc.) e di Centri servizi di valenza interprovinciale o regionale che presentano modelli gestionali innovativi e piani finanziari di gestione con copertura dei costi assicurata prevalentemente dai soggetti beneficiari dei servizi offerti”.

Interessante è la logica che guida l’assegnazione dei finanziamenti: la sostenibilità finanziaria  nella gestione degli interventi e il Project financing sono le voci più importanti; l’uso o la produzione  di energia da fonti  rinnovabili (dal minieolico ai pannelli fotovoltaici) sono in primo piano perché definiscono, con altri parametri, i livelli di sostenibilità ambientale; altrettanto risalto, in tema di sostenibilità, viene dato alla creazione di aree verdi per il miglioramento della qualità dell’aria.

La valenza sociale degli interventi viene subordinata alla sostenibilità “economica” dell’intera valorizzazione dell’area produttiva: a patire sono i centri di aggregazione,  ricreativi e sportivi, le mense  e il complesso di asili nido, scuole primarie, centri per l’infanzia; vale però la pena di sottolineare come questa tipologia di intervento veda la presenza massiccia dei privati. Ormai ci si muove nell’ottica della condivisione di scelte col Pubblico. Vedremo come andrà a finire.

Il bando è scaricabile dal Portale Sistema Puglia www.sistema.puglia.it – Sezione: Bandi Attivi – Link: Insediamenti produttivi
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