Aree infettate dalla Xylella, si aggiungono altri sei comuni pugliesi

La Commissione Europea ha aggiornato l’elenco delle zone “infette” aggiungendo altri sei comuni della zona di Bari. Il batterio della Xylella fastidiosa, responsabile del disseccamento degli alberi di ulivo, non sembra voler dare tregua

 

Il batterio della Xylella fastidiosa si sta diffondendo a “macchia d’olio“, è proprio il caso di dirlo.

La Commissione Europea ha inserito altri sei comuni pugliesi nell’elenco delle aree “infette” dal batterio Xylella festidiosa: Fasano, Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli, Polignano a Mare e Putignano, cinque comuni baresi che si vanno ad aggiungere a quello di Locorotondo. Nell’elenco troviamo anche l’intera provincia di Lecce, quella di Brindisi e alcuni comuni della provincia di Taranto (nello specifico: Avetrana, Carosino, Crispiano, Faggiano, Fragagnano, Grottaglie, Leporano, Lizzano, Manduria, Martina Franca, Maruggio, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Ionico, San Marzano di San Giuseppe, Sava, Statte, Taranto, Torricella). Questi nuovi comuni sono scritti nel regolamento di esecuzione 2024/1320 della commissione europea del 15 maggio 2024 che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1201 per quanto riguarda l’elenco delle zone infette per il contenimento della Xylella fastidiosa.

In particolare viene modificato l’allegato 3 del regolamento inserendo nuove zone del continente colpite dal batterio responsabile del disseccamento degli ulivi in Puglia, per prevenirne l’ulteriore diffusione nel resto dell’Ue “L’Italia ha confermato che l’eradicazione dell’organismo specificato nei comuni di Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli, Polignano a Mare e Putignano nella provincia di Bari e nel comune di Fasano nella provincia di Taranto non è più possibile. Pertanto Bruxelles aggiorna l’elenco e l’Italia, in questo caso la Puglia, dovrà fare i conti con una nuova ondata di Xylella quando tutti speravano che il picco dei contagi fosse ormai passato.

La Xylella fastidiosa è uno dei batteri delle piante più pericolosi al mondo e provoca tutta una serie di malattie che determinano un enorme impatto economico per l’agricoltura, i giardini pubblici e l’ambiente, oltre che in Puglia, attualmente è presente in Europa, secondo l’EPPO Global Database, in Portogallo e nelle isole Baleari.

Buone e cattive notizie sulla trasmissione del batterio

Una buona notizia, forse l’unica da parecchio tempo, è che il Servizio fitosanitario della Regione Puglia ha dato il via libera all’impiego di altre due cultivar di olivo da olio per realizzare nuovi impianti in zona infetta a Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53. Esso sono la Lecciana®, a medio-bassa vigoria, frutto del miglioramento genetico realizzato congiuntamente da Università di Bari e Agromillora Research, e la Leccio del Corno, mediamente vigorosa, proveniente dalla Toscana e diffusa soprattutto nel Centro Italia. Queste due varietà si aggiungono alle già collaudate Leccino Favolosa in fatto di resistenza al batterio. La varietà Lecciana, avendo come parentali Leccino e Arbosana, è idonea al superintensivo, si presenta di medio-bassa vigoria ed entra velocemente in produzione. mentre la varietà Leccio del Corno deve il suo nome alla fattoria del Corno a San Casciano Val di Pesa (Fi) dove è stata individuato nel 1929, è una cultivar tra le più diffuse nel Centro-Nord Italia che si è valutata nel tempo essere particolarmente adatta anche all’olivicoltura di alta densità. 

mandorli infettati dal nuovo ceppo di batterio Xylella fastidioso fastidioso

La brutta notizia riguarda il fatto che, già a febbraio scorso, i controlli effettuati dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia sugli insetti vettori della Xylella fastidiosa hanno portato all’individuazione nell’agro di Triggiano in provincia di Bari, di sei alberi di mandorlo positivi al batterio della Xylella fastidiosa subspecie fastidiosa.

Il Piano di azione per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa dell’Osservatorio Fitosanitario è stato fondamentale in quel contesto e il ritrovamento del nuovo ceppo a Triggiano conferma la necessità di attuare attentamente i controlli sugli insetti vettori: in questo caso sarà necessario procedere all’abbattimento delle piante infette e, nel raggio di 50 m., di quelle suscettibili a questa sottospecie. Inoltre, sarà attivata una sorveglianza rafforzata nell’intera area delimitata perché nell’elenco delle piante che potrebbero venire attaccate dal batterio ci sono anche la vite, il fico e il ciliegio. Se queste piante si trovano nelle vicinanze del mandorlo trovato infetto, vanno abbattute.  La vite, in particolare, potrebbe risultare la più esposta e fragile e, di conseguenza, quella più a rischio contaminazione, gli esperti del settore se lo aspettano e, al momento, attendono l’estate per capire se la malattia si è sviluppata oppure no. 

Cosa si sa della Xylella e quanto ancora non si conosce

la sputacchina media è il principale insetto vettore della Xylella

La Xylella non si trasmette autonomamente né per contattoné per diffusione aerea o con attrezzi di potatura. Si trasmette solo attraverso materiale vegetale infetto (piante e parti di pianta, talee, marze) e alcuni insetti vettori (sputacchine) che, nutrendosi della linfa grezza di piante infette, acquisiscono il batterio e lo trasmettono ad altre piante sane, proprio come nella trasmissione di malattie con una siringa infetta. Philaenus spumarius, noto come “sputacchina media“, è il principale e più efficiente vettore della Xylella. Non essendo stato ancora trovato ed ufficialmente registrato alcun metodo/prodotto per curare le piante affette da Xylella fastidiosa, il controllo dei vettori e l’eliminazione delle piante infette sono attualmente gli unici mezzi a disposizione per limitarne la diffusione.

Quali misure di contenimento per continuare a tutelare gli alberi e il paesaggio pugliese?

Le misure di contenimento di cui agli articoli da 13 a 17 del Reg. Ue 2020/1201 prevedono che venga abbattuto solo l’albero infetto e non le piante sane nel raggio di 50 metri dalla pianta infetta. L’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, su questo fronte, ha messo a disposizione sul portale Emergenza Xylella, in maniera aperta e pienamente accessibile, dieci anni di dati relativi al monitoraggio della “Xylella fastidiosa subspecie pauca”. Dalla campagna 2013/2014 alla campagna 2022, nei file excel divisi per annualità e disponibili a questo link http://www.emergenzaxylella.it/portal/portale_gestione_agricoltura/Download/mon_pauca è possibile identificare il singolo albero oggetto di campionamento, specificato per posizione, cultivar di riferimento, eventuale presenza di sintomi dell’infezione da Xylella fastidiosa subspecie pauca quali, ad esempio, il disseccamento, e verifica della positività o negatività al batterio.

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Una scelta che intende tutelare il paesaggio pugliese, senza dimenticare che tutti sono chiamati a una cura del territorio che passa dalle buone pratiche agronomiche come le arature, le trinciature e i trattamenti fitosanitari, azioni necessarie per tenere sotto controllo l’insetto vettore perchè, anche se al momento nessuno lo dice, sperando che si possa trovare un rimedio quanto prima, occorrerà convivere e “dialogare” a lungo con la Xylella.

L’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia intanto, su questo fronte, ha messo a disposizione sul portale istituzionale Emergenza Xylella, in maniera aperta e pienamente accessibile, dieci anni di dati relativi al monitoraggio di Xylella fastidiosa. 

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