Area Marina Protetta Porto Cesareo: “A noi non risulta che siano scomparsi gli uccelli acquatici, ma possiamo confrontarci sui numeri”

Si torna a parlare della penisola della Strea. Gli operatori dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo non concordano con i (pochi) numeri degli uccelli acquatici forniti dalla LIPU

 

“Stiamo predisponendo una risposta con il nostro faunista perché, dai nostri rilevamenti fatti sul numero di uccelli acquatici presenti alla penisola della Strea, i dati che abbiamo in possesso non sembrano corrispondere con quelli forniti qualche settimana fa dalla volontaria della LIPU”.

Le meravigliose acque della penisola della Strea

Il dottor Paolo D’Ambrosio, direttore responsabile dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo é sicuro che la situazione degli uccelli acquatici non sia così terribile come é stata delineata dalla LIPU e come riportato da Ambient&Ambienti in un articolo : “Noi abbiamo in gestione la zona di protezione speciale, a noi è affidato il compito di salvaguardare e monitorare le specie presenti.
Quei dati che abbiamo letto sui giornali non ci risultano: quali sono stati gli studi che hanno fatto? Che tipo di monitoraggio e per quanto tempo? Noi siamo stabilmente lì, abbiamo la video sorveglianza della zona e i nostri controlli sono costanti, non li facciamo a “spot”, monitoriamo delle specie target e abbiamo risultati ben diversi da quelli della LIPU, secondo protocolli standard che quantificano i siti di nidificazione. Lo facciamo da diverso tempo, forse bisognerebbe confrontarsi”.

La zone di protezione speciale (ZPS)  è stata istituita inizialmente dalla Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” nel 1979, stabilendo un regime di protezione a livello europeo per tutte le specie di uccelli presenti naturalmente nell’UE. Comprendeva la classificazione da parte degli Stati membri delle zone di protezione speciale (ZPS) per 194 specie di uccelli particolarmente minacciate e per tutti gli uccelli migratori, zone cosiddette SIC (Siti di Importanza Comunitaria) che costituiscono la rete “Natura 2000”. 

L’Area Marina Protetta (A.M.P.) Porto Cesareo, istituita con Decreto del Ministero dell’Ambiente del 12/12/97, è una Riserva Marina dello Stato, affidata ad un Consorzio di Gestione costituito dai due comuni di Porto Cesareo e di Nardò, nel cui territorio ricade la Riserva, e dalla Provincia di Lecce. La zona di Porto Cesareo è stata riconosciuta essere una zona di nidificazione speciale, una delle ZPS più grandi d’Italia.

Il Consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo svolge, attraverso personale qualificato e specializzato, sin dal 2019 il costante monitoraggio delle specie ornitiche nidificanti, svernanti e in migrazione nell’AMP. Monitoraggi che, assicurano, “sono svolti coerentemente con quanto previsto dalla Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e dalla Direttiva Quadro per la Strategia Marine (2008/56/CE), anche nell’ambito di progetti finanziati con fondi comunitari”.

Siamo soliti parlare di monitoraggio a lungo termine, di “strategia marina” che è uno strumento indispensabile per misurare lo stato di salute dei mari, usiamo dei protocolli europei e utilizziamo diversi target, tra i quali anche quello relativo agli uccelli acquatici, per misurare la situazione. Sono controlli che vengono fatti ogni anno in periodi indicati dal protocollo, perché occorre tenere conto del periodo, delle specie, di particolari condizioni che potrebbero influenzare la raccolta di questi dati. L’ornitologo che monitora la situazione alla penisola della Strea è rimasto perplesso di fronte ai numeri che sono apparsi sui giornali, qualcosa non quadra ma, ripeto, dobbiamo capire meglio, magari loro hanno visto altre specie o hanno un quadro più completo”, chiosa il direttore D’Ambrosio. 

L’ornitologo Marzano: “Possiamo confrontarci sui numeri”

Gli animali migratori sono non stabili, come definizione” spiega il dottor Giacomo Marzano, ornitologo che monitora la situazione dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. “La “ricchezza” (il numero delle specie) e “l’abbondanza” (il numero di individui di una specie) di migratori presentano fluttuazioni annue, in ragione del tasso di sopravvivenza durante la riproduzione e di fattori meteo-climatici. Infatti eventi climatici quali siccità o eccesso di piovosità posso vanificare intere stagioni riproduttive, arrivando fino a dimezzare una data popolazione. E ancora la direzione e l’intensità del vento condizionano la direttrice migratoria al punto da traslarla di centinaia di chilometri determinando passaggi massicci in un sito e assenze totali in altri.

“Nella finestra temporale della medesima migrazione una specie può transitare per un sito per un mese di seguito, se la direzione del vento lo consente, o solo per un giorno in cui soffia il vento favorevole. Per questo la stima dell’abbondanza di ogni specie migratrice viene determinata con censimenti simultanei in ogni parte dell’areale distributivo. La ripetizione dell’attività di monitoraggio negli anni corregge le normali fluttuazioni annue. E’ per questo che l’ente di gestione si dota di banche dati in grado di leggere il trend di una specie in un arco temporale adeguato. Mentre l’occhio dell’osservatore di passaggio può essere influenzato in senso positivo o negativo in base al momento di osservazione”.

La tendenza in questo posto, rispetto agli uccelli acquatici, è una tendenza a crescere

Il Consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo svolge, attraverso personale qualificato e specializzato, sin dal 2019, il costante monitoraggio delle specie ornitiche nidificanti, svernanti e in migrazione nell’AMP.

Fino a qualche anno fa, nell’AMP nidificavano solo poche coppie di fratini e di fraticelli. “Il fratino è specie solitaria, depone le uova (2 o 3) sul terreno, sia in presenza di sabbia che di roccia. Il fraticello è specie gregaria, che nidifica in colonia, depone anch’esso le uova al suolo, e non superava le 10 coppie.

Il gabbiano corso

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento nel numero di coppie di fraticello e l’arrivo di una nuova specie, il gabbiano corso. Specie di interesse “prioritario” ai sensi della “Direttiva Uccelli” era presente in Puglia con una sola colonia nell’isola di Sant’Andrea a Gallipoli. Dal 2020 anche la AMP di Porto Cesareo ospita una colonia di questa specie.

La stagione riproduttiva in corso ha già fatto registrate dati significativi, con crescita esponenziale del fraticello e del gabbiano corso, attestati rispettivamente con 70 e 60 coppie. Risultato straordinario in contesto regionale e nazionale vista l’importanza delle specie interessate”, conclude l’ornitologo.

Tanto rumore quindi per nulla? A giudicare da quanto affermano all’Area Marina Protetta di Porto Cesareo sembrerebbe proprio di sì.

Non possiamo che augurarci che sia così, che sia stata una “svista” e che i dati raccolti secondo  monitoraggi costanti testimonino un’altra situazione, più ricca e popolata di uccelli acquatici, così come merita un paradiso come la penisola della Strea.

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