Area Fibronit, al via la bonifica definitiva

L’ area Fibronit ormai è un “area-cantiere” sulla quale sarà realizzata la bonifica definitiva. L’amministrazione comunale di Bari ha consegnato il sito alla Teorema, l’impresa che eseguirà i lavori, tra le soddisfazioni del Comitato Fibronit, dei cittadini e delle associazioni che hanno festeggiato con gioia questo passaggio come un’opportunità per la sostenibilità del territorio.
L'ingresso del cantiere dell'area della Fibronit, sulla quale sarà realizzata la bonifica definitiva
L’ingresso del cantiere dell’area della Fibronit, sulla quale sarà realizzata la bonifica definitiva (foto Pierluigi De Santis)

«Affido quest’area Fibronit all’impresa che eseguirà la bonifica definitiva – ha detto un commosso sindaco Antonio Decaro – così come fece il comitato Fibronit all’amministrazione per deliberare la variante al piano urbanistico e l’inedificabilità dell’area. Adesso questa fabbrica fa meno paura perché è già stata realizzata la messa in sicurezza di emergenza: i capannoni sono cosparsi di vernice blu che serve ad incapsulare le fibre sui fabbricati in modo da non creare problemi alla popolazione dei quartieri circostanti. Ma l’area non farà più paura tra due anni quando sarà completata la demolizione ed il tombamento di tutto il materiale che si trova nel sottosuolo e di quello che si ricaverà dalla demolizione». Secondo Nicola Brescia, presidente del Comitato Fibronit, «è una vittoria dei cittadini di Bari. Se non ci fossero stati loro non saremmo riusciti a raggiungere questo risultato: la loro presenza e pressione è stata determinante per non arrendersi e portare avanti questa battaglia». Una battaglia che continua ancora a mietere vittime, se è vero che attualmente sono acclarati 5 casi di mesotelioma e che il picco dei decessi si avrà nel 2050. Una battaglia che potrebbe fare di Bari il luogo della rinascita anche in senso medico, perchè il Comitato Cittadino Fibronit sta premendo affinchè Bari diventi un centro specializzato per la cura dl mesotelioma e delle malattie asbesto-correlate.

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Il sindaco di Bari Decaro in ginocchio nel cantiere ex Fibronit, in atto di omaggio per le vittime della “Fabbrica killer”

Adesso il sogno di un grande parco urbano comincia ad avverarsi. Decaro, ha ribadito l’impegno di realizzare il parco della rinascita «per contrapporre la vita attraverso la natura alle morti di tanta gente”. L’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia, Giovanni Giannini, ha manifestato «il massimo impegno nel reperimento delle risorse per il completamento di questo progetto che ha contribuito a cambiare l’aspetto urbanistico e la cultura di Bari, ma rappresenterà la rinascita di un pezzo di città». Uno spazio di quest’area a verde sarà dedicata a Maria Maugeri, che sarà ricordata come un’instancabile paladina dell’ambiente. Un altro luogo, invece, potrebbe essere riservato alla salute.

Un lungo percorso ha segnato il destino dell’area Fibronit. Nel 1995 nacque il comitato Fibronit che pose il tema dell’inquinamento della fabbrica e delle vittime dell’amianto, anche se già nel 1970 il problema era già stato sollevato nei consigli di fabbrica; nel 2004 fu inviata una prima una lettera del sindaco di Bari, Michele Emiliano, al Ministero dell’Ambiente e l’anno successivo fu adottata una delibera in consiglio comunale in cui fu decisa una variante al piano urbanistico e l’inedificabilità dell’area; nel 2006 fu eseguita la messa in sicurezza di emergenza. Nel tracciare il percorso storico Decaro non poteva dedicare una “tappa” al ricordo delle vittime dell’amianto. I sorrisi ed i volti si sono sciolti in un minuto di silenzio dedicato alla commemorazione delle vittime dell’amianto, fra le quali abitanti dei quartieri di Japigia, Madonnella e San Pasquale e familiari dei lavoratori. «Questa fabbrica – ha ricordato il sindaco – ha lavorato per 50 anni dal 1935 al 1985 e prodotto materiale in cemento e amianto. Sono morte tante persone per malattie come l’asbestosi ed il mesotelioma pleurico. Questa strage non è terminata perché ci sono tante persone che hanno incubato la malattia. Il picco dovrebbe arrivare nel 2025». Per questo non sono mancate le preoccupazioni. Il Presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, ha sottolineato la necessità di realizzare un monitoraggio delle piccole quantità di amianto attraverso la Campagna Puglia Eternit Free. «Chiediamo – ha continuato Tarantini – l’applicazione del piano regionale amianto approvato dalla Regione. Bisogna avviare la bonifica degli altri siti pugliesi e gli impianti per il conferimento dei rifiuti che contengono amianto. La Fibronit è il più importante ma ci sono 2500 siti censiti dalla Regione Puglia. L’inizio della bonifica della Fibronit è un buon punto di partenza ma bisogna procedere con il resto degli altri siti pugliesi”.

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