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Archeologi del futuro

Giovanna Baldasarre, Alla scoperta della villa romana di Faragola, Gelsorosso, 2011, pagg. 63, 10 euro

Vi fareste curare il mal di denti da un archeologo che ha seguito un corso accelerato di odontoiatria di pochi giorni? No, vero? E allora, affidereste la scoperta e la cura di una villa romana del 1° secolo A.C. o la catalogazione di un’anfora magnogreca di più di mille anni fa a chi ha solo un’infarinatura di archeologia e per giunta pensa di passare qualche giorno giocando a fare Indiana Jones? Questo è un po’ quello che propongono alcune vacanze-avventura, spesso pubblicizzate dai programmi di informazione delle reti tv nazionali. Niente di più sbagliato, dicono gli addetti ai lavori; ed è per correggere questa opinione sull’archeologo e l’archeologia che Giovanna Baldasarre, giovane e agguerrita archeologa, ha deciso di rivolgersi ai giovanissimi con due libri che fanno piazza pulita su questa professione, certo affascinante, ma anche molto faticosa e rigorosa, Il mestiere dell’archeologo e Alla scoperta della villa di romana di Faragola. Scritti con un linguaggio semplice e accattivante, ma al tempo stesso accurati quanto a serietà scientifica, raccontano il primo «in cosa consiste realmente il compito dell’archeologo, quali domande si pone e come cerca di trovarvi risposta – sono parole dell’autrice – come si allestisce un cantiere»e tanto altro ancora; mentre Alla scoperta della villa romana di Faragola riporta l’esperienza cui la stessa Baldasarre ha partecipato, cioè il ritorno alla luce di uno dei più significativi siti archeologici d’Italia, tra le campagne assolate di Ascoli Satriano. Da qui parte un’affascinante ricostruzione della vita e degli abitanti di quella villa, ma poi si va oltre e l’autrice porta alla luce la essenza del lavoro di archeologo, cioè quello di custodire e tramandare il passato, rendendolo così vivo e quanto mai attuale, come spiega il rettore dell’università di Foggia e archeologo lui stesso Giulio Volpe, che, per la cronaca, ha condotto le campagne di scavi del sito di Faragola. Scavi interrotti dopo sette anni di intense campagne ricche di successi per mancanza di fondi. In conclusione, quello che emerge è il ritratto dell’archeologo che lavora con cazzuola e pennellino (perchè deve saper scavare al punto giusto e pulire delicatamente i reperti trovati), ma armato anche di computer (perchè l’archeologo si aggiorna continuamente e soprattutto deve saper individuare i siti idonei allo scavo).
Giovanna Baldasarre, Il mestiere dell’archeologo, Gelsorosso, 2011, pagg.63, 10 euro

Componente fondamentale de Il mestiere dell’archeologo e Alla scoperta della villa di romana di Faragola sono le illustrazioni di Domenico Sicolo e Francesca Giannetti realizzate facendo attenzione al pubblico cui ci si rivolge. Infatti i due volumi – ma l’autrice preferisce parlare di quaderni didattici per le scuole – inaugurano, per a casa edittrice Gelsorosso,  la collana Gelsomini, rivolta a ragazzi da 9 a 13e anni e sono il risultato di un progetto vincitore del bando Ritorno al futuro, rivolto ai giovani. Partner dell’iniziativa, la casa editrice Gelsorosso per la parte aziendale e l’Università di Foggia per la parte istituzionale. In programma la pubblicazione di altri volumetti che illustrino tutte le professioni.

Giovanna Baldasarre, Il mestiere dell’archeologo, Gelsorosso, 2011, pagg.63, 10 euro

Giovanna Baldasarre, Alla scoperta della villa romana di Faragola, Gelsorosso, 2011, pagg. 63, 10 euro

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