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Gli arbereshe, dall’Albania al Mezzogiorno

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Una comunità di albanesi di Foggia riuniti nel nome di Giorgio Castriota Scanderbeg

Gli arbereshe hanno uno storico rapporto con i territori del Mezzogiorno d’Italia. E’ affascinante il viaggio tra storia, territori e testimonianze

comunità arbereshe
Una comunità di albanesi di Foggia riuniti nel nome di Giorgio Castriota Scanderbeg

Gli arbereshe, vale a dire gli albanesi d’Italia, si insediarono nel Mezzogiornonel XV secolo.  L’anello di congiunzione tra Italia e Albania è Giorgio Castriota Scanderbeg, una delle figure più rappresentative dell’epoca, principe albanese e re d’Epiro, abile condottiero e diplomatico che unì i principati d’Albania e bloccò l’avanzata dei turchi-ottomani verso l’Europa.

Giorgio Castriota Scanderbeg, il viaggio nella storia

Il viaggio tra le comunità arbereshe inizia dalle vicende che le hanno portate qui. Nel 1459 Giorgio Castriota Scanderbeg si recò in Italia per aiutare Ferdinando I, re di Napoli, figlio del suo amico e protettore Alfonso d’Aragona, nella lotta contro il rivale Giovanni d’Angiò ed il suo esercito. Lo stesso Ferdinando I nel 1464, in segno di riconoscimento per l’aiuto ricevuto da Scanderbeg, concesse al signore albanese i feudi di Monte Sant’Angelo, Trani e San Giovanni Rotondo. La famiglia Castriota Scanderbeg, alla morte di Giorgio, ottenne dalla corona aragonese anche il ducato di San Pietro in Galatina e la contea di Soleto, in provincia di Lecce.

Il “ponte” tra le comunità arbereshe ed Mezzogiorno

L’itinerario continua tra i territori dove nel corso della storia le comunità albanesi si sono insediate: Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. Si è creato, quindi, un “ponte” tra gli arbereshe ed i territori del Mezzogiorno. Questi popoli hanno mantenutola religione cristiana di rito greco-bizantino (che non è quello ortodosso) e soprattutto la lingua, anche se divisa in numerose isole etno-linguistiche corrispondenti a diverse aree dell’Italia meridionale. Tuttavia, circa 30 località sono state assimilate ed hanno ormai perso l’identità originaria e l’uso della lingua mentre altre sono completamente scomparse. Ciononostante, si contano 50 comunità di provenienza e cultura albanese, 41 comuni e 9 frazioni, sparse in sette regioni del Mezzogiorno d’Italia. Comunità che costituiscono una popolazione complessiva di oltre 100 mila abitanti.

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La Calabria, storica regione arbereshe

La Calabria è la regione con la maggiore presenza di comunità arbereshe, alcune molto vicine fra loro, concentrate in particolare in provincia di Cosenza, anche se la comunità italo-albanese storicamente più grande dal punto di vista numerico e delle dimensioni dell’abitato si trova in Sicilia ed è Piana degli Albanesi (PA). Un altro paese, i cui abitanti sono cresciuti di numero negli ultimi decenni ma senza conservare integralmente la lingua albanese, è Spezzano Albanese (CS).

Gli arbereshe nelle altre regioni del Mezzogiorno

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Acquaformosa (Cosenza)- Un momento della “Vallje”, la danza popolare albanese

Un’altra importante comunità si trova anche in Sicilia (5 comuni), in particolare nell’area di Palermo. La Puglia ha solo una piccola percentuale di arbereshe (4 comuni) concentrate a Casalvecchio e Chieuti, in provincia di Foggia, a San Marzano, in provincia di Taranto ed a Cassano delle Murge, in provincia di Bari. Altre comunità arbëreshe si trovano nei 4 comuni comuni di Campomarino, Ururi, Montecilfone e Portocannone in Molise, nei 5 comuni di San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, Barile, Ginestra e Maschito in Basilicata. Altre comunità di italo-albanesi si trovano in Campania ed Abruzzo.

Le testimonianze di Scanderbeg nel Mezzogiorno

Il viaggio termina tra le numerose testimonianze del legame storico tra le comunità arbereshe e l’Italia meridionale. Un percorso potrebbe partire dal Castello Marchesale della famiglia Maioli Castriota Scanderbeg ad Auletta, in provincia di Salerno. Una seconda tappa è il Palazzo Castriota o Palazzo del Tufo, uno dei principali palazzi monumentali della città, che si trova in via Santa Maria di Costantinopoli a Napoli. Si può arrivare anche a Palermo, dove è stata intitolata a Giorgio Castriota una via nella zona in stile liberty tra piazza Croci e il Teatro Politeama Garibaldi. Nel centro storico di Cosenza c’è anche un busto dedicato al condottiero, realizzato da Odhise Paskali, il più importante artista e scultore albanese del XX secolo.

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