Apre il Bastione di Santa Scolastica: un regalo al territorio barese

Ultimi ritocchi al complesso di Santa Scolastica prima della sua riapertura al pubblico in programma venerdì 31 ottobre

La città di Bari riscopre i suoi “tesori” archeologici: a breve sarà possibile, infatti, visitare il Bastione del complesso di Santa Scolastica. Si tratta di una sequenza stratigrafica dall’età del bronzo medio fino all’epoca rinascimentale: il villaggio di capanne dell’età del bronzo, i resti della fortificazione peuceta, al di sopra della quale si è poi impostata la fortificazione bizantina. Nella città ci sono i resti visibili della chiesa di San Giovanni e Paolo con il pavimento di tessere lapidee a tappeto geometrico. Poi ci sono le varie fasi di successione del Bastione, del complesso monumentale, all’interno del quale è stato integrato. Il Bastione, che sarà aperto al pubblico da venerdì 31 ottobre, è un primo tuffo nel mare della cultura che la città permette di fare, in attesa dell’apertura del Museo Archeologico entro la fine del 2015. Il vice presidente ed assessore alla Cultura della Provincia di Bari, Nuccio Altieri, ha illustrato ad Ambient&Ambienti  l’intero progetto.

Nuccio Altieri

Cosa rappresenta questo museo per la città?

«Innanzitutto il ritorno della cultura a Bari perché erano oltre vent’anni che questo sito era chiuso; e poi rappresenta l’apertura al mare. Apriamo la porta del museo archeologico di Santa Scolastica anche per i tanti croceristi che giungono nella nostra città. Il museo è  stato concepito in maniera moderna. C’è un percorso emozionale di video ed approfondimento archeologico perché questa è la storia di una grande città che, se recuperata, può riscoprire le proprie radici».

Quando sarà pronto il resto del complesso?

«Stiamo completando grazie ai fondi Poin il museo che sarà pronto entro il 2015. Ci sono gru ed impalcature fino al secondo piano. Sarà uno dei musei più belli e moderni del Sud Italia. Al suo interno ci saranno un bookshop, una caffetteria con l’utilizzo delle terrazze perché sia un centro di aggregazione sociale».

Ci sarà una nuova governance di questo museo?

Il restauro di Santa Scolastica permetterà di vedere le sovrapposizioni architettoniche e artistiche neil tempo

«Il museo di Santa Scolastica rappresenta un modello di nuova governance innanzitutto a livello di cantiere. Ci siamo riusciti perché abbiamo fatto squadra con la Regione Puglia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia riuscendo a sbloccare una storia di anni di inefficienze, tanto che posso dire che questo di Santa Scolastica dev’essere un modello nell’attivazione di cantieri. In più ritengo che dobbiamo creare un nuovo modello nella gestione. La gestione delle infrastrutture culturali fatta dal pubblico è fallimentare. Per questo a Santa Scolastica abbiamo fatto un bando a costo zero per l’amministrazione provinciale per dare un’opportunità lavorativa. Infatti la gestione del complesso è stata affidato ad una cooperativa di giovani archeologi che offriranno visite guidate in maniera nuova e moderna».

Questo taglio di nastro giunge a conclusione dell’esperienza della Provincia di Bari. Può tracciare un bilancio dell’attività culturale?

«Sono orgoglioso, da assessore alla cultura della Provincia di Bari, di aver fatto il mio lavoro. Quando mi è stato affidato questo incarico  il Complesso di Santa Scolastica era un rudere ed oggi è aperto; anche l’Auditorium “Nino Rota” riaprirà il 25 novembre, per non parlare delle mostre allestite. Abbiamo bisogno non solo di una stagione di eventi, ma anche le infrastrutture della cultura perché attraverso queste si possono creare opportunità per il futuro. La cultura è un’attività produttiva ed in una terra che può vivere di turismo non può mancare».

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