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Approvato il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale

Angela Barbanente

La vicepresidente e assessore all’Urbanistica della Regione Puglia Angela Barbanente ha illustrato oggi alla stampa i contenuti della delibera di approvazione del Piano Paesaggistico Territoriale (PPTR).

«Il Piano – ha spiegato l’assessore – entrerà in vigore con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale. Si tratta di un Piano più flessibile rispetto al vecchio PUTT». L’assessore, però ha precisato che flessibile non significa deroga, ma significa tener conto che un piano, alla scala regionale, non può essere privo di errori e omissioni.  C’è un articolo – ha detto Barbanente – delle norme tecniche di attuazione, il 104, che consente a tutti i soggetti, una volta entrato in vigore il Piano, di chiedere delle rettifiche, allegando adeguata documentazione, laddove le perimetrazioni dei vincoli, non siano corrette».

Barbanente ha spiegato che il Piano prevede una parte che riguarda il sistema delle conoscenze. «Voglio sottolineare – ha spiegato – che questo piano finalmente rende certo e trasparente agli operatori e ai cittadini tutto il sistema delle tutele, perché noi abbiamo disponibili in rete, con accesso libero e gratuito, tutto il sistema dei vincoli e delle tutele, molti dei quali vigono dagli anni ’50, quelli decretati e, dalla legge Galasso dell’85 quelli introdotti per legge. Era un paradosso – ha continuato – che non si potessero ancora avere dei limiti certi su questi beni».

Dall’altro lato il Piano contiene una serie di regole per la trasformazione del paesaggio, condivise con il ministero, che consentono, una volta che i Comuni avranno adeguato entro un anno dalla data di entrata in vigore del Piano, i propri strumenti urbanistici generali al Piano stesso, di non avere più il carattere vincolante dell’autorizzazione paesaggistica ministeriale, quella che rilasciano le soprintendenze, ma solo carattere obbligatorio.

«Nei fatti – ha aggiunto l’assessore – per i comuni che si sono adeguati al PUTT il procedimento di adeguamento è semplificato ma anche per il comuni non adeguati ci sono regole certe e condivise. Noi miriamo – ha concluso – da un lato a prevenire e reprimere laddove si commettono degli sfregi al territorio e dall’altro a progettare anche con il supporto di finanziamenti pubblici, che noi abbiamo già previsto per la riqualficazione dei paesaggi costieri, delle periferie urbane, dei paesaggi agrari e la connessione del paesaggio rurale con i centri storici del nostri territori».

Nel piano anche cinque progetti: la rete ecologica regionale, la riqualificazione dei paesaggi costieri, il patto città-campagna (l’assessore ha ricordato l’esempio del parco agricolo multifunzionale dei Paduli in provincia di Lecce), il sistema della mobilità dolce, il sistema dei beni culturali, integrato con la carta dei beni culturali.

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