Approvata la legge europea per il ripristino della Natura, l’Italia vota contro

(foto Michel Gunther_WWF)

La Nature Restoration Law fissa gli obiettivi per ripristinare il 20% degli ecosistemi degradati dell’UE entro il 2030

 

È stata approvata definitivamente la “Nature Restoration Law”, ovvero la legge per il ripristino della Natura in Europa.

Soddisfazione espressa dagli ambientalisti e dalle associazioni come WWF, Legambiente e Oipa. La Nature Restoration Law fissa obiettivi giuridicamente vincolanti per ripristinare il 20% degli ecosistemi terrestri e marini degradati dell’Ue entro il 2030.

Dopo mesi di stallo, i ministri dell’Ambiente hanno confermato l’accordo con l’Europarlamento sul regolamento proposto a giugno 2022 dalla Commissione europea per ripristinare le aree naturali degradate nell’ambito del Green Deal.

«Spiace che l’Italia abbia votato contro insieme a Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Finlandia e Svezia, mentre il Belgio si è astenuto», dichiara l’Oipa. «Tra i timori per la sicurezza alimentare dettati dalla guerra in Ucraina e le ripetute proteste degli agricoltori, la proposta è stata per mesi bersaglio politico del centrodestra all’Eurocamera e di vari Stati membri che ne hanno fatto slittare l’adozione».

«Ora spetta al governo italiano adottare la legge al più presto, introducendo direttive che si traducano velocemente in Piani di attuazione per il recupero e ripristino di diversi ecosistemi, dalle foreste agli ecosistemi marini, e degli ambiti agricoli e urbani. E lo faccia al più presto anche in osservanza dell’articolo 9 della Costituzione italiana che tutela l’ambiente e la biodiversità», conclude l’Oipa.

«Una vittoria importante che comunque consideriamo solo il primo passo – dichiara Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – contro le miopi spinte contrarie, perché la crisi climatica, la perdita di biodiversità e il degrado di ecosistemi naturali devono avere risposte lungimiranti e immediate. Molta strada verso quella transizione ecologica di cui si parla da anni è da percorrere e la società civile non può più attendere! La strategia che cerca di contrapporre agricoltura e ambiente è dannosa per tutti: pertanto siamo felici che la proposta del ripristino della natura sia diventata legge e consapevoli che devono essere intrapresi al più presto. Tra quelli già contenuti nel Green Deal e depennati, i più urgenti sono la cancellazione dell’uso dei pesticidi e l’obbligo della rotazione colturale e soprattutto del riposo dei terreni».

Oggi 20 nazioni che rappresentano oltre il 66% della popolazione europea hanno detto sì e la legge è vincolante in tutti gli Stati dell’Unione: «Ci dispiace che il governo italiano – aggiunge Nappini – non abbia compreso l’importanza di questo provvedimento. Slow Food Italia ringrazia tutti quelli, dagli scienziati, alle associazioni, ai cittadini, ai politici, che in questi anni hanno sostenuto con la loro azione questa legge».

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