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Appello dell’Ordine dei Geologi: si intervenga con sistematicità sulle aree a rischio

Edilizia e natura non riescono ancora a trovare un rispetto reciproco: dopo l’allarme lanciato dai Circoli dell’Ambiente, stavolta è l’Ordine dei Geologi della Campania a illustrare la precarietà causata dalla mancanza di normative sistematiche e stringenti.

Gerardo Lombardi, consigliere dell’Ordine, ha presentato dati emblematici di questa crisi alla Conferenza sulle Norme Tecniche sulle Costruzioni, tenutasi in questi giorni a Firenze: «si va dall’88% del patrimonio edilizio in zone a rischio sismico o idrogeologico con una popolazione esposta di circa il 78%». A risentire maggiormente di un’emergenza, sia essa sismica e/o idrogeologica, sono dunque gli edifici e i centri urbani, «ove per altro – prosegue Lombardi – sono allocate le strutture preposte alla gestione delle emergenze e che proprio in funzione di tali circostanze, purtroppo spesso diventano inutilizzabili».

Questo quadro dovrebbe invitare il governo a non considerare più la situazione come un’emergenza, ma bensì come un dato di fatto, su cui modellare la normativa urbanistica delle città. «Senza una visione globale del problema, coordinato dalla pianificazione urbanistica – conclude Lombardi – il problema del costruito esistente rimarrà legato ad attività effimere e a stanziamenti che per la loro natura tenderanno ad affievolirsi nel tempo».

 

 

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