Input your search keywords and press Enter.

Appello al Governo: «Rilanciare il ministero dell’Ambiente»

Il Governo italiano ha presentato a Bruxelles la Manovra finanziaria 2014. La società civile, rappresentata da oltre 140 ONG, evidenzia la gravissima crisi ambientale e occupazionale, internazionale e nazionale. Le associazioni culturali e ambientaliste, i sindacati confederali CGIL-CISL e UIL e le organizzazioni produttive chiedono una «decisa azione istituzionale per realizzare il green deal, il cambiamento verde necessario e utile ad affrontare la crisi e a garantire un futuro al nostro Paese».

Secondo associazioni e sindacati, la spending review non garantisce l’adeguata operatività del ministero dell’Ambiente: «Nel 2009 il bilancio del ministero ammontava a 1,649 miliardi di euro, nel 2010 era di 1,265 miliardi di euro ed oggi, nel 2013, è sceso a 468 milioni di euro, 306 dei quali destinati alle spese correnti che garantiscono l’attività ordinaria del Ministero. Inoltre, nessun dipendente del Ministero è sinora stato assunto per concorso. Il personale è composto da funzionari trasferiti da altre amministrazioni e il rapporto (1:1) tra personale dipendente e precario è tra i più alti tra quelli dei dicasteri».

L’appello Il Governo sia all’altezza della sfida del green deal – La cura da cavallo sta uccidendo il Ministero dell’Ambiente evidenzia l’importanza strategica del dicastero, le sue funzioni di prevenzione, d’intervento e di controllo. «Riparare i danni ambientali ci costa molto più che prevenirli. L’Italia è tra quelli che colleziona più  multe ambientali per infrazioni delle normative e delle regole europee, mentre la magistratura deve intervenire sempre più spesso sui disastri ambientali».

In chiusura dell’appello, la società civile chiede al Governo segnali di speranza. «Bisogna rilanciare e non mortificare ancora il ministero dell’Ambiente con ulteriori tagli di bilancio, garantendo risorse adeguate per una efficace ed efficiente governance ambientale dell’Italia, capace di futuro».

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *