“Api e Orti Urbani”: ecco i risultati

I dati incoraggianti di 5 città italiane raccolti in 4 anni. Nel 2020 non è stato rinvenuto alcun residuo di pesticidi tra i 400 ricercati. Migliorata anche la presenza di metalli pesanti

Dopo 4 anni, il progetto sperimentale, divulgativo ed educativo di monitoraggio ambientale, “Api e Orti Urbani”, sta dando risultati sorprendenti. Partito nel 2017 su iniziativa di CONAPI, il Consorzio Nazionale Apicoltori leader nella produzione di miele nazionale biologico e convenzionale, che riunisce più di 600 apicoltori e 110 mila alveari in tutta Italia, i dati relativi al 2020, sono incoraggianti. Il progetto, realizzato seguendo il protocollo elaborato con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, si è svolto a Torino, Milano, Bologna, Roma e Bari, grazie alla collaborazione di gruppi locali, che hanno svolto questa attività di osservazione e raccolta di matrici degli alveari per verificare la presenza di contaminanti nel territorio circostante.

Monitoraggio con le api

Dal punto di vista operativo, gli alveari di Torino, Milano, BolognaRoma e Bari, sono stati controllati e analizzati dalla fine della primavera all’autunno inoltrato, tramite rilievi, prelievi e analisi di laboratorio per valutare lo stato di salute dell’ambiente circostante. Il conteggio delle api morte, necessario per rilevare eventuali mortalità anomale, in seguito alle quali eseguire analisi di laboratorio, è stato effettuato settimanalmente utilizzando le gabbie underbasket. In due momenti dell’anno – estate e autunno – sono stati inoltre prelevati i campioni di routine, costituiti da api “bottinatrici” vive e da miele “giovane” (non “maturo”, più precisamente denominato nettare-miele, perché di recente importazione nell’alveare e quindi non destinato all’alimentazione), per la ricerca di oltre 400 pesticidi e di 10 metalli pesanti

Le stazioni di biomonitoraggio 

Bari tre giovani apicoltori dell’associazione Facelia hanno trasformato in realtà la voglia di diffondere la conoscenza e l’amore per le api. Il progetto “Don’t BEE Scared” sottintende già nel titolo l’idea di non aver paura delle api e consente ai visitatori di entrare nel magico mondo delle api, guardare dal vivo dentro un alveare, vestiti da veri apicoltori.

Bologna, presso il Podere San Ludovico (CAAB e Agenzia Pilastro) sono collocati i 100 orti, assegnati a famiglie che hanno in affidamento appezzamenti per la coltivazione di ortaggi. È un’area posta in un ambito periferico dove, oltre agli alveari di rilevamento, è stato collocato un apiario che ospita gli alveari di coloro che frequentano il corso per diventare apicoltori.

Torino, l’associazione Parco del Nobile, la Comunità degli Apicoltori Urbani e Or.Me. (Orti Metropolitani), una rete di orti, associazioni del terzo settore, cooperative e cittadini che sostengono l’orticoltura, l’agricoltura e l’apicoltura urbana hanno messo a disposizione la postazione presso il parco del Nobile, un’area nella zona Ovest della città di Torino.

Milano la postazione è collocata presso la sede della “Cascina Biblioteca”, una cooperativa sociale che si occupa di inclusione sociale, servizi alla persona e inserimenti lavorativi. Tutte le iniziative e i servizi offerti e proposti hanno la finalità di rispondere ai bisogni delle persone, con un occhio attento alla fragilità e uno sguardo sensibile alle opportunità che nascono dall’incontro con il diverso e anche le api, in tutto questo, hanno un grande ruolo.

Roma gli alveari sono posizionati sul tetto del Museo delle Civiltà MUCIV, L.Pigorini nel quartiere EUR. Il Museo, tra le altre cose, ha la missione di organizzare, nei settori scientifici di sua competenza, mostre, eventi culturali, convegni, attività didattiche e divulgative, anche in collaborazione con enti e istituzioni. Ritenendo inoltre importante abbinare alla comunicazione museale, temi etici e di rispetto dell’ambiente, dal dicembre 2019 il Museo ha posizionato un alveare nella sala dedicata al sito Neolitico de “La Marmotta”, realizzato con pareti trasparenti e permette allo sciame, una fruizione diretta dell’ambiente esterno, attraverso una tubatura trasparente. Tutto l’ambiente intorno a queste arnie da osservazione è utilizzato per la comunicazione didattica, secondo il programma Le api sentinelle dell’ambiente e lo slogan To bee or not to be. L’Attività didattica sarà basata su periodici approfondimenti relativi all’utilizzo del miele e degli altri prodotti derivati dalle api nelle diverse culture e nella storia dell’uomo, e sul valore simbolico dell’ape e del miele nelle differenti tradizioni.

Pesticidi 

Nelle postazioni di tutte le città coinvolte nel 2020 nel progetto, la mortalità settimanale è sempre rimasta sotto la soglia critica. Diversamente dai precedenti anni, le analisi per la ricerca dei pesticidi condotte sui campioni di routine (api “bottinatrici” vive e miele “giovane”) di tutte le città, prelevati in due periodi dell’anno (estate e autunno), non hanno riscontrato alcun residuo.

Metalli pesanti 

Anche per quanto riguarda questi contaminanti (cromo, nickel, piombo, rame, cadmio, ferro, manganese, zinco, vanadio, cromo), nel 2020 la situazione è migliorata rispetto agli anni precedenti. Complessivamente, delle 200 determinazioni analitiche effettuate sulle due matrici apistiche nel corso dell’anno nelle cinque città, il 40,5% si colloca sotto il livello di riferimento, il 44,5% si colloca a un livello intermedio e solo il 15% supera la soglia più alta. Nel 2019, per fare un confronto, tali percentuali erano, rispettivamente, il 35,7%, il 18,6% e il 45,7%. I metalli pesanti con i valori più elevati maggiormente riscontrati sono stati piombo, crome e nichel. In tutte le città i valori più elevati sono percentualmente diminuiti rispetto all’anno precedente: Torino passa dal 55 al 20%, Milano dal 35 al 15%, Bologna dal 37,5 al 12,5% e Bari dal 50 al 12,5%.

La biodiversità è un patrimonio, una risorsa irrinunciabile, un principio guida che ha permesso a questo progetto di continuare a offrire conoscenza, consapevolezza e soluzioni condivise per conservare il nostro pianeta.

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