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Andria: riconsegnata alla citta’ Piazza Duomo

Piazza Duomo prima dell'inizio dei lavori di ristrutturazione

Lo scorso 13 settembre San Riccardo e Santa Maria dei miracoli avranno avuto di che esser contenti. Proprio alla vigilia della festa patronale in loro onore Piazza Duomo, uno dei luoghi più rappresentativi della storia della città di Andria, è stata riconsegnata ai suoi cittadini in tutto il suo splendore. Abitanti e commercianti della zona aspettavano da tempo la fine dei lavori di ristrutturazione predisposti dall’assessorato ai Lavori Pubblici per salvare la Piazza dal  destino di degrado e abbandono in cui versava da molto tempo. E l’operazione sembra proprio essere riuscita bene.

Il Sindaco Nicola Giorgino e il vescovo mons. Raffaele Calabro inaugurano Piazza Duomo ristrutturata (foto Graziana Lamesta)

La bellezza ritrovata della Piazza riflette l’alto valore storico-culturale dell’area in cui si erge la Cattedrale e la speranza di tutta l’Amministrazione di ridare vita al centro storico. La zona era diventata ormai area parcheggio e rifugio di cani randagi; ai turisti e agli abitanti stessi era praticamente impedita la possibilità di vivere il luogo in cui Federico II fece mettere in mostra le sepolture delle sue mogli Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra – prima di essere collocate all’interno della cripta della Cattedrale – e dove il 13 febbraio 1503 i tredici cavalieri italiani giurarono “Vittoria o Morte” prima della famosa Disfida di Barletta. «Le opere di rifacimento di Piazza Duomo rientrano nel disegno di riqualificazione urbana di tutto il centro storico andriese – ha affermato il Sindaco Nicola Giorgino durante l’inaugurazione – che potrebbe diventare finalmente uno dei volani del turismo della città».

Piazza Duomo dopo i lavori di ristrutturazione (foto Graziana Lamesta)

Sull’area in cui sostavano autoveicoli, un tempo sorgevano le costruzioni in puro stile barocco del Monastero delle benedettine con annessa la chiesa della SS. Trinità, la cui costruzione fu voluta dal vescovo Gianfrancesco Fieschi e autorizzata dalla bolla di papa Pio IV del maggio 1563. Soltanto dopo vent’anni, alla vigilia di Natale del 1582, il monastero accolse le prime suore che si adoperarono per il bene della città. Danneggiato da interventi fatti a singhiozzo e in seguito a numerose infiltrazioni d’acqua che minarono le fondamenta, il complesso fu demolito con la chiesa nel 1938. Ora le tracce di quel passato sono salve: la ristrutturazione della pavimentazione ha riguardato esclusivamente la parte della piazza che non corrispondeva all’area occupata in passato dal monastero, preservando così le basole laviche. È stato realizzato il basolato, sono stati rifatti gli impianti di acqua, fogna e di tutto il sistema di illuminazione. Il cuore della città può così ritornare nuovamente a pulsare con la stessa solennità con cui l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari ha omaggiato con un concerto l’inizio di una nuova vita del centro storico di Andria.

 

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