Ancora maltempo con bombe d’acqua e grandinate: chiesto lo stato di emergenza in Veneto

Continua l’allerta arancione sulle regioni del Nord Italia, in particolare su Lombardia e Veneto che stanno facendo la conta dei danni causati dalle violenti piogge e grandinate di questi giorni. E non è ancora finita.

 

Il maltempo comincia a mollare la presa sul Nord dell’Italia ma anche oggi per le condizioni meteo scatta l’allerta rossa sul Veneto. La pioggia caduta negli ultimi giorni ha lasciato il segno sul territorio e fa scattare l’allerta rossa per rischio idraulico. Ci sono state troppe emergenze causa condizioni meteo estreme o comunque serie e, purtroppo, negligenze da parte delle Amministrazioni che non hanno provveduto, in tempi utili, a ripulire tombini, corsi d’acqua e a fare manutenzione nelle scuole.

Gli ultimi episodi climatici violenti e le loro conseguenze

Sono tantissimi gli episodi e le segnalazioni di incidenti e emergenze: la tromba d’aria che si è abbattuta a Borgo Mantovano ha avuto la forza di rovesciare un treno merci, per fortuna fermo nel terminal ferroviario, su un lato, mandandolo fuori dai binari. Binario collegato direttamente alla linea del Brennero che porta alla vicina stazione passeggeri di Poggio Rusco. I vagoni rovesciati, del peso di 22 tonnellate ciascuno e tutti vuoti, sono sette, “Le operazioni di recupero non saranno semplici, mai visto niente di simile. É un miracolo che non ci siano stati feriti” ha detto il sindaco di Borgo Mantovano. Il vento oltre ad aver rovesciato il treno ha pesantemente danneggiato cinque abitazioni adiacenti, due delle quali sono state letteralmente scoperchiate, con i tetti che sono volati via. 

È esondato anche il fiume Muson dei Sassi a Camposampiero (Padova), in località Rustega, per la rottura di un argine a causa delle forti piogge. Le squadre dei vigili del fuoco, con soccorritori fluviali alluvionali del comando di Padova, Vicenza, Belluno e Venezia sono impegnate ad evacuare alcune abitazioni rimaste isolate. 

Il livello oggi del Po in provincia di Piacenza

Un cimitero devastato dalla furia del vento, un tetto volato sulla recinzione di un’azienda, grandine e bomba d’acqua ad allagare scantinati, parchi, strade e due scuole d’infanzia. Fra Novellara, Gualtieri e Reggiolo si notano ancora gli effetti del violentissimo temporale, con grandine e tromba d’aria, che si è abbattuto l’altra sera sulla Bassa Reggiana. Inspiegabile e improvviso, mentre nella vicina Reggio Emilia il cielo era limpidissimo. Ultimi ma non ultimo, il Po sta destando preoccupazione perché, nelle ultime ore, è salito il livello delle acque, la piena al momento è passata da Piacenza e continua la sua discesa verso il mare.

Nella giornata di oggi nuova perturbazione porterà ancora rovesci e temporali su alcune regioni del Nord Italia: Val d’Aosta, Piemonte e parte della Lombardia, mentre nella giornata di domani si attende un nuovo peggioramento delle condizioni meteo con intense precipitazioni al Centro-Sud, ma anche in Veneto ed Emilia-Romagna, già fortemente colpite. 

Le raccomandazioni dell’Ordine dei Geologi della Lombardia su come comportarsi in caso di alluvione

Federica Ravasi, Vice – Presidente Ordine Geologi Lombardia, un un comunicato, dà alcune indicazioni per coloro che si possano trovare in situazioni simili: “Quando c’è un’alluvione non bisogna mai sostare in prossimità di fiumi, scendere in cantina o nei piani interrati. Alcuni luoghi si allagano prima di altri e in casa le aree più pericolose sono proprio  le cantine, i seminterrati e i piani terra. Sono luoghi pericolosi anche i sottopassi, i tratti in prossimità di argini e i ponti, ma anche le strade con forte pendenza. Spesso accade che per salvarsi possa essere necessario raggiungere l’auto in cantina ed è assolutamente sbagliato. Evitiamo anche di utilizzare l’ascensore. Mai sostare anche sui ponti. Dunque quando viene dichiarata allerta rossa, bisogna prestare particolare attenzione ed evitare argini di fiumi e sottopassi. In caso di alluvioni è opportuno salire, se si è in casa, i piani alti. Ricordiamo anche che il cittadino rappresenta la prima sentinella del territorio e dunque può segnalare alle amministrazioni, la presenza di rifiuti  ingombranti abbandonati che potrebbero creare problemi durante un’alluvione, ma anche i tombini intasati, corsi d’acqua parzialmente ostruiti. Inoltre dobbiamo aumentare la conoscenza, cercare di introdurre in modo permanente l’Educazione Ambientale nei programmi ministeriali che oggi, invece, è abbastanza materia saltuaria”.

Ora si contano i danni e, come nel caso del Veneto, si chiede lo stato di emergenza e il ristoro dei danni. Arriveranno in tempo questa volta o attenderanno un anno come nel caso della Romagna?

Ponti crollati e strade distrutte in Veneto

Il governatore Luca Zaia, con un post su Facebook, ha sottolineato di aver dichiarato “lo stato di emergenza per la violenta ondata di maltempo che si è abbattuta sul Veneto. Si aprono adesso le procedure per la richiesta di ristoro dei danni”.
Speriamo che il Veneto possa essere più fortunato dell’Emilia Romagna che, ad un anno esatto dalla tremenda alluvione, i cittadini non hanno ancora ricevuto i soldi per la ricostruzione.

leggi anche Alluvione Emilia. La conta dei danni, le richieste al Governo, la solidarietà
Qualche mese fa
la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sono arrivate a Forlì per annunciare nuovi aiuti economici dedicati alla ricostruzione di strade e argini danneggiati dall’alluvione dello scorso maggio. I manifestanti in quella occasione, accusato lo Stato e l’Unione Europea di aver fatto troppo poco per aiutare le persone che hanno subìto danni: finora, in effetti, la maggior parte dei soldi stanziati è stata utilizzata per le opere pubbliche, mentre moltissime persone, famiglie e aziende sono ancora in attesa. 

I soldi ci sarebbero, ma la distribuzione va a rilento, la procedura per chiederli è intricata e ci sono molti controlli. Il comune deve verificare che chi ha presentato la domanda abbia davvero avuto danni dall’alluvione, poi la pratica passa alla Regione attraverso la piattaforma e successivamente a Invitalia, un’azienda controllata dallo Stato, che identifica i danni. Alla fine, se tutto va bene, la pratica torna al sindaco che la chiude e la invia alla struttura commissariale per l’autorizzazione definitiva a cui segue infine l’arrivo dei soldi sul conto corrente.

Anche se tutte le parti in causa assicurano di gestire in modo veloce le pratiche, basta poco per allungare i tempi.

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